Della incommensurabile stupidità di certe critiche al tasso negativo. Ovvero, le resistibili castronerie di Robert P. Murphy sul tema

Di sciocchezze quando si parla di economia se ne leggono tante, a partire dalle esternazioni di Ministri e Sottosegretari, fino alle analisi di celebrati Istituti di ricerca e di intervento nell’economia mondiale, come il FMI o l’OCSE che non azzeccano una previsione che è una da tempo immemore ma continuano a propinarcele come oro colato. E in effetti lo sono, visto quello che costano, ma non è questo il tema del mio articolo.
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I derivati in Comune

Ma che bella che è questa conversazione tra due golden boy Unicredit, com’è edificante e educativa, che splendide anime altruistiche e rispettose del bene comune, di questi figli di quel sistema bancario che per anni ha dettato le leggi dell’etica individuale e collettiva. Ma che meravigliosa eredità ci hanno lasciato i Ciampi, i Dini, questi pontefici di un sistema truffaldino che ha ridotto il paese peggio di un bisca clandestina. Grazie, ve ne siamo davvero grati!


Le telefonate dell’inganno da “La Repubblica” del 22 maggio

FAZ, an economic system beyond scarcity

The theoretical assumption of the FAZ is based on the fact that resources are always sufficient. The economy of scarcity is the result of a contingent situation originated by political or social reasons. This assumption is based on the demonstration that the wealth consists in the organization of information flows, that create opportunities, and that this organization depends on the creativity and the cultural level of a society. On this assumption relies the foundation of the economy of abundance.

The demonstration was provided by Frank Tipler, and was based on these considerations: We observe, initially, that the capital of a company, according to Hayek, is given by the company’s revenue streams generated by the organization. ‘The datum usually called “capital reserve”, can be described adequately only in terms of the totality of all revenue streams including the existence of some non-permanent equity capital resources (along with the projected revenue) allowed to be choosen. […] Each of the constituent parts of this capital can be used in different ways and in different combinations with other permanent resources, to produce temporary flows of income. […] What is sacrified to obtain an income stream of a particular form of temporal shares, are always the potential revenue streams of other forms, that we could be have as alternative. Therefore, the only adequate description of the “capital reserve” is an enumeration of the full range of possible outflows of different temporal form, that can be produced with existing resources’. (F. Hayek’s selected works, 1942, 1971, cited by F. Tipler, Physics of Immortality, 1994).

These considerations upset the old vision of the company’s capital as a sum of goods with their own intrinsic value and, above all, indicate that the choice of certain forms of existing resources’ utilization, determine the income streams which are actually generated.

Tipler notes that the possible provisions are nothing more than the opportunities created by the use of the total assets, and these opportunities can be defined in terms of flows of information. It is possible, therefore, to define the resources in terms of opportunities and, therefore, in terms of flows of information manageable by an organism. This organism could be an elementary form of life, a society, a galaxy or the entire universe, but that does not change the nature of the phenomenon. Tipler concludes that sufficient resources are always in the universe, because it is easy to show that the amount of information manageable in the time of life is necessarily less than the full amount of available information, whatever is the speed of such information handling.

‘By definition, the number of the possible provisions that can be encoded in an information bit is 2 ^ 1. If, according to Hayek, we identify the total assets with the number of the possible provisions, we obtain that 2 ^ 1 represents the assets of the society, which grows, so, as 2 ^ (subjective time), And it is an exponential growth . Since the subjective time goes from zero to plus infinity, that means the assets grow exponentially forever in the subjective time’. (F. Tipler, Physics of Immortality, 1994).

The first and most revolutionary result of this assumption is that there is no need for material accumulation of capital. The capital required for the development of a society is the combination of the knowledge of that society and their organization. Without this element, all the gold in the world would be useless and could not produce anything. This body of knowledge is the multiplication of knowledge of all the members of a society and is a reciprocal function of the division and specialization of labor. In fact, the increase in division of labor lead to increase the collective knowledge, but also the increase of these involve an increase in the division of labor.

This set of collective knowledge, the material work and the intellectual as well and all tools and materials needed for the objects’ production, all both are the Social Capital, that’s must be considered a factor of production along with the other elements required to build any business.

Su Facebook nasce la pagina dedicata alla FAZ, Zona finanziaria autonoma!

Nasce su Facebook la pagina dedicata alla FAZ!

La FAZ (Financial Autonomous Zone) è la struttura reale e virtuale per costruire una Economia Alternativa basata sui valori umani anzichè sull’accumulazione del capitale

Abbondanza e scarsità. Il presupposto teorico della FAZ è dato dalla considerazione che le risorse sono sempre sufficienti e che l’economia della scarsità è frutto di una situazione contingente determinata da ragioni politiche o sociali. Questo assunto è, a sua volta il fondamento dell’economia dell’abbondanza, e si basa sulla dimostrazione che la ricchezza consiste nella organizzazione di flussi di informazione che generano opportunità e che questa organizzazione dipende dalla creatività e dal livello culturale di una società data (cfr de Simone, Un’altra moneta, Malatempora 2003, Roma pagg. 47 e segg., pagg 79 e segg).
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Nuove adeguate ed utili occupazioni per i banchieri bancarottieri

Dall’Islanda in bancarotta, un’idea per una nuova funzione socialmente utile per i banchieri che hanno portato il paese alla rovina…

Il vero scopo di queste foto è quello di risparmiare sulla spesa sanitaria favorendo l'espletamento di funzioni vitali essenziali...

Il vero scopo di queste foto è quello di risparmiare sulla spesa sanitaria favorendo l'espletamento di funzioni vitali essenziali...

Ce la mostra Paul Krugman in un post nel suo blog a questo indirizzo: traendola da un articolo del New York Times sulle elezioni politiche di fine aprile
in Islanda.

Grande Paul!

A proposito di ripresa e di buone notizie dall’economia

Questo lunedì ha portato una serie di notizie che definire cattive è un eufemismo. Cominciamo dalla Cina, dove – ci avvisa Rampini di Repubblica – la deflazione incalza: ad aprile l’indice dei prezzi al consumo è sceso del 1,5% ed è il terzo mese consecutivo, e la concessione di crediti si è contratta ad un terzo rispetto al mese precedente, quando era stata spinta dal Governo che voleva favorire la ripresa economica a tutti i costi.

Proseguiamo con le notizie di casa nostra: l’ISTAT ci comunica che la produzione industriale nel primo trimestre del 2009 ha perso il 9,8% rispetto al trimestre precedente, mentre il dato tendenziale di marzo vede un calo del 23,8% rispetto allo stesso mese del 2008. In pratica l’unico settore dell’industria con un dato positivo è quello farmaceutico (+5,3%), che se mi permettete, non è proprio un buon segno dello stato di salute della società. Profondo rosso per la produzione di autoveicoli che hanno registrato nel primo trimestre un -40,7% rispetto all’ultimo trimestre del 2008.
La borsa non l’ha presa bene e a metà giornata l’indice Mibtel perde l’1,33%, il Mib30 il -1,28% e il Mdex il -1,96.

Infine queste considerazioni di Massimo Giannini sulla rubrica Market Place di Repubblica, fanno capire bene che aria tira e quanto siano campate per aria le speranze di immediata ripresa dell’economia. Il Wishfull thinking a volte funziona, ma a volte no.

Che cos’è il PIL un servizio su Bob Kennedy

Ecco cosa pensava Robert Kernnedy del GDP in un discorso che ha pronunziato tre mesi prima di morire. E’ un discorso bellissimo e assolutamente sconosciuto, che fa capire con le parole del cuorea cosa dobbiamo fare dell’economia. Forse è per queste parole che è stato ucciso. Ma nessun assassino può togliergli l’anima, questa anima che resterà immortale.

Questo è il discorso originale

Banchieri presi a scarpate in faccia

Questo è il video di un’assemblea degli azionisti del gruppo finanziario Fortis in cui alcuni azionisti alquanto adirati tirano scarpe e macchine per il voto in testa all’Amministratore Delegato Jozef De May che voleva convincerli a cedere gli assets della società al gruppo francese Paribas. Il commento nell’articolo della Turner Radio Network è illuminante:

COMMENTARY: This is exactly the type of treatment that banking hot shots around the world deserve. In fact, they deserve much worse..
Il commeno prosegue così:
Queste figure di “maestri dell’universo” (ma in italiano diremmo figuri o faccendieri) nelle banche del mondo, ingaggiati per trattare operazioni rischiosissime giocano apertamente con i derivati che cancellano i risparmi di una vita di molta gente che lavora duramente. I Governanti del mondo hanno fatto poco o nulla per assicurare alla giustizia questi ciarlatani, perché la maggior parte dei politici è sostenuta dai banchieri con contributi per le campagne elettorali (e non solo).

Ne vedremo delle belle nei prossimi mesi…. Ecco il video:

Corso di critica dell’economia del debito: Che cos’è la ricchezza? (3)

Corso di critica dell’economia del debito. Questi sono i due video della terza lettura del corso di Critica dell’economia del debito che sto tenendo su YouTube, al cui canale potete iscrivervi. Il tema è la moneta merce ed il passaggio alla moneta cartacea, per andare a definire la ricchezza e le risorse. La dimostrazione che le risorse sono sempre sufficienti come fondamento dell’economia dell’abbondanza.

Video 5.6

Video 6.6

Purtroppo per motivi contingenti, il corso per il momento si interrompe con questo ultimo video. Spero ci sarà la possibilità di riprenderlo.

Ah, la ripresa!

Qualche giorno fa sono andato a trovare un vecchio amico, già analista finanziario di una importante banca d’affari americana. Se n’è andato da tempo ma è sempre molto curioso, come molti di coloro che si sono occupati di finanza. Era appena uscita sulla stampa qualche timido accenno di ottimismo da parte di Tremonti e della Marcegaglia, e gli ho chiesto cosa ne pensasse di questa possibile ripresa.
“Eh la ripresa c’è solo dopo che l’arbitro ha fischiato la fine del primo tempo e qui la partita è appena cominciata!”. La battuta gli era piaciuta e come faceva spesso rise da solo per qualche istante. Poi mi disse:” Guarda questo grafico, guarda qui:

Borse mondiali nel 1929 e nel 2008

L’hanno elaborato Barry Eichengreen di Berkeley e Kevin O’Rourke che hanno deciso di pubblicare un libro in costruzione sul paragone della crisi del ’29 con quella di oggi. Il sito è questo.
Beh, c’è poco da spiegare. Il grafico rappresenta l’andamento delle borse mondiali allora e oggi. Come vedi la caduta è più dura e l’andamento è simile ma molto più veloce. Sì un rimbalzo ci sarà, com’è ragionevole dopo una discesa così accentuata, ma poi arrivano le cattive notizie e si continuerà a scendere. Eichengreen dice che la risposta dei Governi e delle Banche centrali è stata molto più decisa di allora, ma su quanto sia efficace esprime le stesse riserve di Krugman. Vedremo. Tra un po’ arriva al pettine il nodo della liquidità che gli USA sta stampando a rotta di collo, mentre la Cina si sta indebitando in dollari per comprare commodities con il dollaro al livello attuale. Però ad un certo punto i debiti dovranno pagarli e venderanno i titoli USA e lì può succedere di tutto..”.
“Inflazione a rotta di collo, dici?”
“Non solo, lo scenario è cupo perché gli americani sono abituati a vivere sulle importazioni e non potranno più permettersele. E se pensi che la metà degli statunitensi dichiara di stare a due stipendi dal proprio default ti rendi conto dei rischi di tensioni sociali che può comportare un a fiammata di inflazione a due cifre. Oltretutto il piano del governo si basa su un incremento del debito pubblico senza precedenti e con il dollaro in default chi lo finanzierà più il debito americano? Ciascun paese avrà i suoi problemi di debito e guarda qui gli effetti della crisi sui volumi di scambi mondiali.

Scambi commerciali nel 1929 e nel 2008

La situazione è peggiore che nel ’29, anche considerando i notevoli acquisti di materie prime che sta effettuando la Cina. Caduta quasi verticale e in tempi dimezzati, ma si sa che adesso è tutto molto più veloce di ottant’anni fa”.
“E poi ci sta pure il problema dei derivati: a proposito che cosa succede ai salsicciotti ancora in circolazione?”
“E chi può saperlo. Prima o poi con la nuova base monetaria che hanno creato nelle banche americane cominceranno a circolare di nuovo e d’altra parte, visto che ormai sono tutti d’accordo con la tua tesi che i derivati svolgono funzioni monetarie, – almeno ufficialmente, perché l’hanno sempre saputo tutti anche se non lo diceva nessuno, tranne giusto un pazzo come te! – ce n’è un gran bisogno per smaltire un po’ di sovrapproduzione.
C’è un disperato bisogno di liquidità e di un meccanismo per controllarla. E’ buffo, eh, da una aprte la liquidità è poca, dall’altro è troppa. Mi sa che alla fine passerà la tesi della Banca Centrale Cinese di istituire il Bancor di Keynes a livello interbancario. Così il dollaro salta e avremo una nuova moneta mondiale a tasso negativo, che costringerebbe gli americani a farla di corsa anche in casa loro.
Quattro o cinque anni fa la Federal Reserve studiò la possibilità di emettere un dollaro a tasso negativo per rivitalizzare l’economia: non mi sorprenderei se Obama lo ritirasse fuori dal cassetto. Se non lo fanno fuori prima, o se la crisi non porta davvero alla spaccatura degli USA come dice un vecchio menagramo di storico ex sovietico che vede più nero di tutti. Ah, ma come si chiama?”
“Ti riferisci a Igor Nikolaevič Panarin e alla sua intervista su Eurasia. Sì l’ho letta anch’io, ma mi sembra più che altro uno animato da esprit de revanche comprensibile in un ex sovietico, un po’ meno in uno studioso. Comunque, non sbaglia a sottolineare i problemi sociali che la crisi porterà negli USA. Non so se Obama avrà la forza e l’ardire di introdurre il dollaro a tasso negativo: tutto sommato con la fine che farà il dollaro non ci rimette niente, ma non so se i suoi banchieri che, a quanto pare, lo tengono prigioniero, cederanno le armi senza combattere duramente. Speriamo che lo spirito di Keynes lo illumini!”
“E magari lo metta in contatto con quello di Ezra Pound, che è stato un grande americano nemico dell’usura delle banche e per questo preso per un pazzo complice del fascismo.”

La variante di Lauria

Lauria è un delizioso paesino che da un migliaio di anni si inerpica su un qualche colle della Basilicata, poco dopo il confine con la Campania. E’ noto per i suoi paesaggi mozzafiato, per le sue stradine strette e fascinose, per essere diviso in due, un po’ come Budapest, dove il sopra è Buda e il sotto è Pest, mentre qui il sopra è Castello e il sotto è Borgo. Per gli amanti della storia, ha dato i natali all’invincibile Ruggiero da Lauria, che Pietro III fece Ammiraglio per aver riconquistato la Sicilia agli Aragonesi sconfiggendo innumerevoli volte gli Angioini per terra e per mare.
Giorni fa andavo a sud per una vacanza con un amico di quelle parti, che guidava la macchina sulla dissestata autostrada tra Salerno e Reggio Calabria che, da qualche tempo, è praticamente un continuo cantiere. Dopo un lungo rettifilo, giungiamo ad una doppia curva degna di una chicane da Formula uno, che il mio amico affronta con una gran frenata e io con qualche patema. Stranamente, proprio nel tratto in cui sembrava esservene più bisogno, non c’erano lavori in corso e ne chiesi spiegazione al mio amico.
“Questo tratto di strada sta qui da circa trent’anni. Prima a tirare dritta la strada, c’era un ponte che poco dopo la costruzione, ha mostrato segni di instabilità, e così è stata fatta questa variante provvisoria. Ma come sai, non c’è nulla di più definitivo nel nostro paese di quello che è fatto provvisoriamente”.
“Ma il percorso originario sarà mai ripristinato? – aggiunsi un po’ ingenuamente – Non vedo lavori in quel punto…”.
“E chi può dirlo! Chissà quanti compromessi, intrighi e storie di miseria pubblica e privata si agitano dietro quel ponte. Ad un certo punto gli interessi si acquietano su un punto apparentemente instabile, ma in realtà sostenuto da tutti gli interessati e quella variante potrebbe restare lì tranquillamente per altri trent’anni. E poi credi che sia l’unico esempio di provvisorio che diventa definitivo? Il Mezzogiorno ne è pieno. Lo Stato non ha i soldi e figurati tu se li trovano le Regioni o i Comuni”.
Aveva ragione, ma l’idea che lo Stato non può completare i lavori perché è senza soldi equivale a quella che un ingegnere non può completare una strada per mancanza di chilometri. Ma il mio amico non lo sa ancora, e in realtà non lo sa quasi nessuno quanto sia assurdo questo sistema finanziario fondato sull’economia del debito, nella quale ci sono tante cose da fare (come sistemare la variante di Lauria), tanta gente che vorrebbe farla (i disoccupati), tante imprese che hanno i mezzi per farla (stanno tutti in sovrapproduzione), ma non si può fare niente perché mancano i soldi che le banche creano proprio sul nostro lavoro.
Ne riparleremo, ma non vi pare proprio un bell’assurdo?