Ecco, questo è un esempio di ciò che si intende per economia dell’abbondanza

da Nuova Economia. Ciò che è descritto in questo articolo del Corriere della Sera è un esempio chiaro di cosa si intende per economia dell’abbondanza.

Sappiamo tutti che cos’è l’eolico e quanta importanza abbia nella produzione di energia nei paesi del nord Europa. Certo le pale alte 120 metri non sono belle a vedersi e soprattutto sono frutto della stessa logica delle centrali tradizionali: grandi investimenti per ottenere poi grandi profitti. Il costo è essenzialmente ambientale e non solo perché le pale deturpano l’ambiente ma soprattutto perché costruire grandi centrali non porta alcun risparmio. Trasferire l’energia a grandi distanze ha costi elevatissimi in termini di spreco di energia oltre che di manutenzione, di inquinamento elettromagnetico eccetera.

E allora? Meglio le piccole centrali e la produzione diffusa di energia.

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Omaggio a Ezra Pound

da Nuova Economia. Omaggio a Ezra Pound , forse il più grande poeta del ‘900 e uno dei padri fondatori del pensiero contro l’usura delle Banche e contro la mentalità ecomicista, che sottopone i valori umani al denaro.

Ho messo prima il testo in inglese e poi la traduzione in italiano.La poesia è tratta dal Canto LXV e si intitola Contro l’Usura.

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Il tasso negativo, questo sconosciuto

da Nuova Economia. Da un paio di mesi si parla molto di tasso negativo, dopo gli articoli di Greg Mankiw sul New York Times e di Willem Buiter sul Financial Times , ma la maggior parte della gente non ne sa nulla.

In Italia, poi, non se ne parla affatto. Sarà pudore, sarà imbarazzo? Sarà che tra gli economisti è fortemente radicata l’idea che il tasso negativo equivale all’inflazione, e parlarne significherebbe evocare gli spiriti maligni se non Satana in persona? Il fatto è che l’argomento era tabù e, nonostante lo sdoganamento sulla stampa-che-conta, nel nostro beneamato paese lo è ancora.

E allora vediamo di capirci qualcosa.

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Dialoghetto a tre voci su economia, debiti, interessi, inflazione e usura delle Banche

da Nuova Economia. Qualche anno fa ho scritto alcuni dialoghi sull’economia che parlano in modo leggero di argomenti che di per sé fanno sbadigliare dopo pochi minuti. E visto che abbiamo iniziato parlando di debiti, interessi e inflazione, ecco a voi una rivisitazione in chiave economica della conversazione tra Alice, il Cappellaio Matto e il Bianconiglio che per l’occasione ha assunto i panni del BANCOniglio. Ho pensato di aprire una rubrichetta per spezzare con il gioco la monotonia dei temi del blog. Spero che sia di vostro gradimento, e soprattutto, spero nella vostra indulgenza!

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Mamma quanti debiti! Ma chi li paga?

da Nuova Economia. Ragazzi, siamo pieni di debiti. Il mondo intero è tutto un debito. Oltre al debito pubblico, se consideriamo anche il debito delle famiglie, delle imprese e delle banche, e scopriamo che il mondo intero è coperto di debiti, soprattutto i paesi più industrializzati. Debiti sui quali si pagano interessi che qualcuno incassa, e allora si capisce perché ci sono pochi che diventano sempre più ricchi mentre la maggior parte diventa sempre più povera. Il 40% della spesa complessiva dello Stato Italiano se n’è andata nel 2008 per finanziare il debito pubblico, mentre la Giustizia ha preso risorse per l’1% e la tutela del territorio e del mare per lo 0,17%.

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