Una nuova moneta per l’energia in Comune

Sei anni fa ho scritto questa introduzione al libro sui beni comuni edito da Malatempora. I temi trattati sono di assoluta attualità e mi sembra giusto riproporla qui.

Una nuova moneta per l’energia in Comune

di Domenico De Simone

I beni comuni erano quelli che consentivano alla comunità di trarre il sostentamento necessario per la sopravvivenza. Con l’industrializzazione, i terreni coltivabili, un tempo in comune, sono stati tutti privatizzati e questo ha costretto molti contadini ad abbandonare la campagna per trasferirsi nelle città al servizio dell’industria. La stessa sorte l’hanno subita altri beni comuni, come le fonti d’acqua, i boschi, le case, le strade. Prima che il capitalismo industriale prendesse il sopravvento, chiunque aveva diritto di costruirsi una casa per vivere dove poteva. Ora, questo diritto è assoggettato a vincoli tali da non poter essere esercitato se non tramite mezzi finanziari consistenti.

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La Tobin Tax

Pare che alla UE, dopo anni di abbrutimento, abbiano avuto finalmente un’idea intelligente. Ci hanno mezzo quarant’anni per arrivarci, ma meglio tardi che mai. L’idea di istituire una imposta sulle transazioni finanziarie è appunto di James Tobin e risale agli anni settanta. Questo è ciò che scrivevo sulla Tobin Tax nel mio libro Un Milione al mese a tutti: Subito! che è del 1999. 

“Di estremo interesse è, invece, la proposta di un’imposta sulle attività finanziarie proposta circa vent’anni fa dal premio Nobel per l’economia James Tobin, che faceva propria una vecchia idea di Keynes.

La proposta di Tobin si riferiva in particolare alle attività di cambio che, già alla sua epoca, erano diventate di grandi dimensioni, ma il dibattito che ne è seguito, ha visto pian piano estendere la proposta di applicazione dell’imposta Tobin a molte altre attività finanziarie1.

L’idea di fondo della Tobin tax è quella di ridurre i movimenti speculativi sui capitali, per mezzo di un’imposta variabile tra 5 e 25 punti base da applicare su ogni operazione di cambio tra le valute. Un punto base corrisponde allo 0,01% del capitale considerato e, quindi, l’imposta oscillerebbe tra lo 0,05% e lo 0,25% su ciascuna operazione.

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