Come è possibile uscire dell’euro….senza uscirne?

Per uscire da questa economia fondata sul perenne indebitamento, è necessario introdurre una nuova moneta complementare all’euro fondata sull’abbondanza anzichè sulla scarsità. Vediamo di che si tratta…

Le monete alternative, parallele o complementari come il WIR, hanno creato un sistema di mezzi di pagamento, che si affianca parallelamente a quello ufficiale senza rinnegarlo o volerlo eliminare è da questo corso parallelo infatti, che chi partecipa a questi fenomeni trae vantaggio, controbilanciando le fasi negative dell’economia.

La “moneta” (soprattutto da quando è stata soppressa la sua convertibilità in oro) è null’altro che uno strumento convenzionale, utilizzato negli scambi economici, che trae il suo fondamento nella fiducia dei singoli (reciprocamente) e di tutti verso lo Stato nazionale o verso Entità sopranazionali, in qualche modo individuate come “garanti” del valore, sebbene non siano pienamente noti ai più i meccanismi di controllo di queste Entità sui Soggetti emittenti.

La Moneta Complementare conferma il suo fondamento nella fiducia reciproca, ma limitatamente ad una scala locale e tra gli aderenti al circuito; parimenti la MCL si giova della fiducia in un garante Terzo (l’Emittente).

La quantità di “moneta” disponibile, la sua distribuzione e re-distribuzione, la sua utilizzazione economica e/o finanziaria, la costanza o meno del suo valore di scambio, sfugge completamente al controllo della Comunità locale, essendo sottoposta a tensioni ed interessi di ordine globale.

Viceversa la MCL è posta sotto il controllo diretto della Comunità locale.

La “moneta” ha un uso economico (scambio) ed un uso finanziario (produce altra moneta sotto forma di rendita); gli usi finanziari della “moneta” ne influenzano fortemente la disponibilità (distribuzione v/s tesaurizzazione/risparmio) ed il valore.

La MCL ha un’utilità esclusivamente economica che riporta il valore di una merce e/o di un servizio al lavoro realmente impiegato dall’individuo in relazione alle esigenze e le priorità della collettività e, essendo sottratta ad un uso finanziario, evita al contempo la formazione di rendite non essendo di per se capitalizzabile (almeno teoricamente e nel medio termine e comunque l’uso finanziario è tecnicamente disincentivabile).

In sostanza la MCL tende a recuperare l’originaria utilità della “moneta” quale puro elemento di facilitazione degli scambi locali e la sua quantità (disponibilità) è rapportata alla “ricchezza” della Comunità. Sulla quantificazione della propria ricchezza la Comunità è sovrana nel trovare un giusto equilibrio dinamico tra “scambio potenziale” e rischio inflattivo. Inoltre la Comunità si determina sulla distribuzione della MCL quale strumento di politica socioeconomica locale. Continua a leggere