In memoria di Giordano Bruno contro i fondamentalismi del pensiero unico

Giordano_Bruno_Campo_dei_Fiori_cropped Oggi ricorre il 415° anniversario della morte di Giordano Bruno che fu bruciato in Campo de’ Fiori il 17 febbraio del 1600. Giordano Bruno era un pensatore originale e libero. Immaginava un universo comporto da infiniti mondi e questo era inconcepibile per la Chiesa di allora. Infatti, se davvero fossero esistiti infiniti mondi abitati, la rivelazione per questi come potrebbe avvenire? E la parusia, ovvero la seconda venuta del Cristo, sarebbe dovuta avvenire per tutti i mondi o comunque solo per la terra? E negli altri mondi come si potrebbe diffondere la voce ed il pensiero della Chiesa? Queste domande erano senza risposta, soprattutto se pensate in un ambito di potere. La Chiesa di Roma aveva il primato su tutte le altre chiese e quindi non poteva permettere che questo primato venisse messo in discussione, come peraltro stava avvenendo nel nord Europa e come era già avvenuto a oriente. Il pensiero di Bruno, per questo solo fatto fu ritenuto assolutamente eretico e contrario alle scritture e quindi da condannare senza appello.  La Chiesa aveva soppiantato il sistema di potere dell’Impero e ne rappresentava la continuazione. I Papi nominavano e facevano decadere gli imperatori e controllavano la popolazione con l’esclusivo possesso della cultura. Questa cultura doveva essere conforme alle esigenze ed all’insegnamento della Chiesa, pena la scomunica e la bollatura di eresia.  Per questa ragione Giordano Bruno fu bruciato sul rogo e con lui le sue opere.
Oggi, viviamo una situazione non molto diversa. Sta rinascendo nel mondo la logica del pensiero unico condotto dal fondamentalismo. Che questo fondamentalismo faccia riferimento all’islamismo, al liberalismo capitalista, al cristianesimo o ad altre ideologie non ha molta importanza. L’effetto è la rinascita delle intolleranze, verso il diverso, la pluralità, la discussione, la cultura.
Gli uomini continuano ad essere bruciati vivi perché esprimono un’idea diversa. Giorni fa un mio giovane amico algerino in qualche modo giustificava i fatti di Parigi dicendo che la rivista Charlie Hebdo offendeva tutto l’Islam, anche se si diceva contrario alle uccisioni. È questo il brodo culturale che ci porta alla rinascita dei fondamentalismi, l’offesa all’idea, all’immagine, al totem, è un’onta che deve essere lavata nel sangue. Io non ho messo l’avatar “Je suis Charlie” perché non condividevo affatto la linea della rivista. Non sono Charlie, ma difenderò fino alla morte il loro diritto di scrivere quello che vogliono e di discutere sulle loro idee con altre idee ed altri comportamenti. È fuori discussione il loro diritto a vivere ed esprimere i loro pensieri. È fuori discussione il diritto ad avere idee diverse ed esprimerle liberamente e senza paura.
Il capitalismo ha creato una società che, come avvertiva già Marcuse, genera uomini a una dimensione. È un fondamentalismo anch’esso, senza alcun dubbio. Il nostro compito è generare una pluralità infinita di pensieri, di azioni, gli infiniti mondi di Giordano Bruno. Senza alcuna remora né alcun timore di offendere qualcuno. E se qualcuno si sente offeso se ne faccia una ragione e combatta con le armi delle idee, se ne ha. Mai come oggi è importante andare a Campo de’ Fiori a commemorare questo grande filosofo e uomo che è stato Giordano Bruno. Contro tutti i fondamentalismi, il pensiero unico per la pluralità e la libertà di pensiero e di azione.

La vera storia di San Valentino e perché si celebra il 14 febbraio

cupido assassinatoL’anno scorso di questi tempi ho scritto un articolo sulla festa dei Lupercali, che si teneva a Roma dal 13 al 15 febbraio di ogni anno, sin dai tempi di Numa Pompilio che la istituì. In questo articolo parlavo anche della festa di San Valentino e della ragione per cui fu istituita da Papa Gelasio I nel 495 d.c. Le due vicende sono strettamente connesse, poiché Papa Gelasio si preoccupava del fatto che ancora ai suoi tempi si celebrasse a Roma una festa dell’amore pagano, carnale e sostanzialmente libero come era quello celebrato durante i Lupercali. Si trattava di dare una diversa immagine all’amore ed un senso completamente diverso da quello che esso aveva nella società antica. Di qui la riesumazione della storia di San Valentino e del suo improbabile martirio e delle ancora più improbabili storie d’amore che lo accompagnano. Si trattava di leggende sui primi cristiani che la Chiesa di Roma sfornava in quantità dopo la caduta dell’Impero per rafforzare e giustificare il proprio potere.

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