La generazione perduta

DisoccupazioneIl Fondo Monetario Internazionale lancia l’allarme per l’Italia. Ci vorranno vent’anni per far tornare l’occupazione ai livelli prima della crisi. Lo stesso tempo previsto per il Portogallo, mentre la Spagna, sempre secondo il FMI, impiegherà solo dieci anni. Insomma, prospettive cupe per la gente ed il loro  futuro. Ovviamente si parla di occupazione degli adulti, poiché la disoccupazione giovanile continuerà a battere record su record, al punto che si parla di una generazione perduta. Direi che sono due generazioni che hanno perduto la speranza e l’entusiasmo, visto che la crisi finanziaria è iniziata dieci anni fa ma che la crisi  dell’occupazione e dell’economia è divenuta significativa sin dai primi anni novanta del secolo scorso. Ovviamente, tale recupero dei livelli occupazionali sarà possibile solo in presenza di “una significativa accelerazione della crescita“, ovvero dell’araba fenice date le condizioni attuali dell’economia e le prospettive nere del futuro.

Continua a leggere

Il petrolio della Finlandia e il reddito di cittadinanza universale

un pozzo di libriDa qualche giorno gira sui social network e siti alternativi la notizia che la Finlandia sta per adottare il Reddito di Cittadinanza Universale. Ho provato a cercare conferme sulla stampa ufficiale senza trovarne nemmeno una, ovviamente. E allora sono andato a cercare sui siti finlandesi, fidandomi della traduzione di Google (benedetto Google translator!), ed ho trovato che la notizia è almeno in parte vera.

Ma prima di entrare nel merito della questione devo una spiegazione sul titolo di questo articolo, “Il petrolio della Finlandia”. Perché la notizia è passata sui social come se la Finlandia intenda distribuire a tutti i cittadini il dividendum che ricava dalla vendita del petrolio, il che implica che in Italia o nei paesi che non hanno il petrolio la cosa è infattibile.

Continua a leggere

Il voto in Grecia

Athena_GiustinianiConfesso che avevo molti timori sul voto in Grecia. Spiegare alla gente che il vero nemico – al di là degli schieramenti politici che sono un teatrino mediatico ma in pochi lo sanno – è il potere finanziario non è facile per niente. Da una parte c’era Tsipras, giovane, forte e coraggioso, ma sempre un’incognita per chi ragiona sui propri risparmi o sul proprio stipendio, e dall’altra la Troika, cattivi, duri, spietati ma che hanno i soldi, e quando si tratta di soldi la gente è disposta a tutto. E una cosa sono le dichiarazioni di principio e quelle ai sondaggi, altra cosa è quello che si fa nell’urna. Insomma, temevo che la paura prendesse il sopravvento.

E invece i Greci hanno dimostrato che sono un popolo coraggioso e che ragiona. E che se ne frega degli schieramenti politici ed ha capito benissimo dove sta il nemico, appunto nella finanza e nell’assurdità di questo sistema economico. E non è stata una vittoria risicata all’ultimo voto, come i media nostrani sostenevano e che, ormai l’abbiamo capito bene, sono servi del potere finanziario più di ogni altro, ma di un vero e proprio trionfo con oltre il 61% dei voti. Anzi per la verità qui si diceva che il Sì avrebbe trionfato con una grande margine di consensi, giusto per far capire quanta sensibilità politica e giornalistica ci sia nel nostro disgraziatissimo paese. Ora cominceranno qui i pompieri a gettare acqua sul fuoco e dire che il voto non conta, che la Grecia non può fare a meno dell’Europa, che dovremo fare sacrifici per sostenere i Greci, eccetera eccetera.

In Italia, dove gli esercizi di ipocrisia e di servilismo sono all’ordine del giorno, il potere finanziario è intoccabile. Basta leggere i commenti e le prese di posizione della nostra stampa per capirlo ma anche di certi intellettuali. Per esempio, la proposta dei CCF di Stefano Sylos Labini ed altri economisti, che non è la panacea di tutti i mali, ma è una proposta che si può attuare subito e che darebbe un qualche impulso all’economia, viene clamorosamente fraintesa da economisti “di sinistra” e deliberatamente ignorata dai media. Non è una sorpresa, qui i servi fanno quadrato intorno al loro padrone. E se provi a parlare di alternative economiche gli italiani ti guardano stupiti come se fossi un marziano. Non dico della Faz, che qualche complicazione ce l’ha, ma dei CCF, appunto. Quando si tratta di soldi diventano tutti conservatori e pensano al proprio portafoglio. In Grecia no, i Greci sono un popolo libero e se ne fregano che Syiriza è alleata ad Alba dorata in questa battaglia. Perché è chiaro che il nemico è il potere finanziario, almeno a loro e che chiunque lo combatta è benvenuto. Poi ci si dividerà di nuovo, poiché certe posizioni e certe mentalità sono incompatibili, ma qui si tratta di salvare l’umanità dal disastro economico e dall’usura. I greci l’hanno capito, in Italia non lo capisce nessuno o fanno finta di non capirlo. Qui sono servi, in Grecia sono liberi. Onore ai Greci.