Cronache da una società detestabile

preventivo ConTe1La società italiana sta diventando sempre più detestabile. La situazione è talmente incancrenita che non credo ci possano più essere rimedi diversi da un totale azzeramento e ricostruzione. Ma ci vorranno generazioni per farlo. Vorrei fare di queste cronache una specie di rubrica, raccontando le cose più assurde che possono capitare nella vita quotidiana. Il sistema riesce a far diventare difficili se non impossibili persino le cose più semplici, ed ovviamente sempre in danno dei più deboli. Mi rendo conto che non serve a molto, visto che i miei articoli sono letti, al più, da qualche migliaio di persone, mentre il sistema racconta le sue ignobili bugie raggiungendo ogni volta milioni di persone, ma almeno mi sfogo e invito i miei lettori a fare altrettanto, sia nei commenti sia segnalandomi le loro cronache di ingiustizia quotidiana. Il problema è che viviamo in un ambiente in cui la truffa e l’inganno sono considerate delle virtù. Non certo apertamente, perché al contrario,  quando il truffatore si fa scoprire, tutti sono pronti ipocritamente a dargli addosso in nome di non si sa bene quale etica. Ma appena è passata l’ondata di ipocrita indignazione, ricominciano tutti a fare esattamente le stesse cose che hanno appena finito di stigmatizzare così duramente. Sepolcri imbiancati, ipocriti, gente marcia e priva di ogni scrupolo.

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A proposito del cafone collettivo (risposta antirazzista a Blondet)

lombrosoIn un articolo sul suo sito, Maurizio Blondet stigmatizza certe pessime abitudini e pratiche di malagestio del turismo nel mezzogiorno d’Italia e dei meridionali in genere nel resto del paese. L’articolo ha suscitato varie polemiche e commenti che tuttavia, a mio parere colgono poco nel segno. Gli strali contro gli “osco-campani”, anche denominati “osco-fescennini”, sono impietosi. Una certa mentalità un po’ gretta e meschina, rigorosamente individualista che poco si cura del bene comune senza comprendere che in quel bene comune trarrebbe anche maggiore soddisfazione il bene personale, è ben diffusa in tutta la penisola, e la conosciamo bene. Che sia terreno di coltura della camorra e delle varie mafie che si contendono il territorio nazionale è pure noto. E lo sfogo di Blondet è comprensibile, così come l’invettiva. Tuttavia non è affatto condivisibile. A prescindere dal tono anti-meridionalista che pervade tutto  l’articolo, da un intellettuale ci si aspetta altro dal razzismo più o meno manifesto che trasuda dal suo articolo. Capisco che vedere maltrattato il sito di Pompei, che se fosse in Germania sarebbe in testa alle classifiche mondiali dei siti archeologici visitati da turisti e studiosi, così come l’emblematica “sparizione” dei carrelli per i bagagli, finiti nelle mani di un racket pseudomafioso all’aeroporto di Orio al Serio, fanno rivoltare le budella, ma un intellettuale deve sempre ragionare sulle cause e non sugli effetti. Altrimenti si finisce per fare del razzismo gratuito, e di tutto abbiamo bisogno tranne che di questo. E soprattutto non si capiscono le cause di questi comportamenti e non se ne possono trovare i rimedi. Quindi nessuna polemica sul razzismo di Blondet, ma ragionamenti sulle cause. Altrimenti non ne usciamo mai vivi.

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