Dilettanti allo sbaraglio o partita a scacchi?

Che sta succedendo con il governo? Piroette, giravolte, retromarce, avanzate fulminee, minacce e ingiurie, tradimenti e baci in bocca, alleanze che si formano e svaniscono in un batter d’occhio, incarichi conferiti e sospesi, insomma, ci si capisce ben poco. La sensazione è che si tratti di dilettanti allo sbaraglio che dicono e smentiscono contemporaneamente le proprie posizioni con la velocità della luce. Tuttavia,non credo che sia proprio così, ma che dietro queste apparenti e incomprensibili giravolte ci sia un gioco particolarmente complesso e che si stia consumando una battaglia tra protagonisti di cui sappiamo ben poco.

Cerchiamo di vedere le cose con ordine.

Le elezioni danno un risultato sorprendente per i poteri forti che gestiscono con mano di ferro l’Europa e l’Italia: vincono il M5S che diventa il primo partito  e la Lega di Salvini che porta la coalizione di centrodestra a prendere la maggioranza dei voti e, all’interno della coalizione, risulta il primo partito. Il piano di Renzi e di Berlusconi di fare dopo le elezioni un governo di unità nazionale per superare l’emergenza economica e politica (il paese è da tempo immemore in emergenza) e soprattutto neutralizzare la prevista avanzata del M5S, naufraga per la contemporanea ed inopinata sconfitta sia del Pd che di FI all’interno della coalizione. Insomma, non ci sono i numeri per un governo di salvezza nazionale di questo genere.

Il Presidente della Repubblica, vista la situazione di stallo in cui non è chiara la possibilità di alleanze sufficientemente forti per formare un governo, dopo aver conferito un mandato esplorativo alla Presidente del Senato di FI, è quindi costretto a dare un mandato esplorativo a Di Maio, leader del primo partito, con l’incarico di verificare la possibilità di ottenere una maggioranza in Parlamento. Il M5S tenta la strada dapprima di un’alleanza con il PD, ma di fronte alla levata di scudi di parte consistente di questo partito, è costretto a rinunciare. Tuttavia, dopo ulteriori giri di consultazioni, si comincia a delineare la possibilità di un’inedita alleanza tra il M5S e la Lega, senza le altre componenti del centrodestra, soprattutto FI guidata da un Berlusconi che è notoriamente avversario acerrimo del M5S caldamente ricambiato da questi. La trattativa tra i due movimenti populisti che hanno vinto le elezioni, dura a lungo e mano a mano tramontano le ipotesi di un governo guidato da uno o dall’altro dei leader dei due partiti, e si affaccia la possibilità di un governo tecnico, con però una certa connotazione politica, che affronti l’emergenza economica con provvedimenti radicali e guidi il paese verso nuove elezioni da indirsi entro tempi ragionevoli. Nel corso della trattativa, le parti capiscono che forse converrebbe invece, costruire un governo a forte connotazione politica con indirizzo populista, stante la comune visione in alcuni decisivi settori della vita pubblica, affidando però, la conduzione di tale governo a un tecnico terzo e sancendo l’alleanza con un “contratto” in cui vengono chiariti i punti salienti del programma del costituendo nuovo governo. La scelta del Capo del Governo cade su Giuseppe Conte, un professore di diritto per la verità non molto noto e dal curriculum un po’ troppo analitico e con qualche sbavatura di troppo, ma comunque dotato di un eloquio coinvolgente e di idee che sembrano chiare sulle iniziative del futuro governo. Entrambi i leader prendono un Ministero che è più confacente ai punti principali del programma dei loro partiti (Salvini all’Interno e Di Maio allo Sviluppo Economico) per dare comunque una forte connotazione politica al governo, e per il delicato e centrale Ministero dell’Economia, la scelta cade sul prof. Paolo Savona, un noto professore di economia, grand commis di Stato, con un passato di Ministro dell’Industria con Ciampi, di Bankitalia, di Presidente di Banche e di grandi aziende come Impregilo, Gemina e Aeroporti di Roma, di autorevoli istituzioni di ricerca e di lobbies potentissime come l’Aspen Institute, la versione professorale del Bilderberg di cui è presidente in Italia Giulio Tremonti.  Il Presidente Mattarella accetta l’operazione e conferisce l’incarico al prof Conte che, dopo qualche giorno, si presenta dal Presidente per sciogliere positivamente la riserva e con la lista dei ministri concordati con le forze politiche che lo sostengono.

e qui accade l’imprevedibile. Il Presidente Mattarella accetta tutti i Ministri (com’è peraltro suo preciso dovere ai sensi della Costituzione) ma si impunta sul nome di Savona, manco fosse un pericoloso rivoluzionario e non il personaggio dal curriculum stellare per le istituzioni di questo paese e certamente economista di prestigio e di indubbie capacità nonostante l’età ormai avanzata (82 anni). Subito i media diciamo così, vicini al potere finanziario, che fino a qualche minuto prima erano stati a fare le pulci sul curriculum un po’ provinciale del prof. Conte dicendogliene di tutti i colori, abbandonano questa presa e si scatenano per dimostrare che Savona è un pericoloso sovversivo anti europeista e che, soprattutto, vuole portare l’Italia fuori dall’euro, seguendo le fantasie più estremiste e populiste del M5S e della Lega a questo proposito. Per la verità Savona è noto tra gli economisti per aver sostenuto a tempo debito (1993) che l’euro così come era concepito e sarebbe stato attuato, avrebbe creato gravi problemi alle economie dei paesi più deboli sul piano economico dell’Unione Europea, sulla scorta di una teoria economica, più volte sperimentata e verificata, la teoria delle Aree Valutarie Ottimali, per la quale tra zone geografiche con economie che marciano a velocità diverse, un’unione monetaria non è possibile senza precisi e vincolanti meccanismi di compensazione che, peraltro, sono presenti da tempo immemore in una unione monetaria come gli Usa, composta da stati che viaggiano a velocità di crescita ben diverse e che però adottano con successo il dollaro.  Il professor Savona, in questa critica, non era solo, ma autorevoli economisti europei e americani sollevarono obiezioni che tuttavia non trovarono alcun riscontro nei vertici della comunità europea. In Italia, soprattutto, ricordo un clima di entusiasmo verso l’euro da parte praticamente di tutti, politici ed economisti e le poche voci che sollevarono alcune obiezioni, furono tacciate di disfattismo e di incompetenza. (tra queste mi metto anche io che scrissi nel 1998, nel libro “Un Milione al Mese a tutti!” che l’unione monetaria senza un’unione politica, avrebbe creato molti problemi, e mi presi la mia dose di insulti e di contumelie).

La storia ha poi dimostrato che il prof Savona aveva ragione ad avanzare le sue critiche, ma questo ovviamente non significa che egli ora perori la causa dell’uscita dall’euro che, come ogni economista avveduto, vede impraticabile in questa situazione. Così come non si è mai sognato di perorare la causa di un “Italexit” dall’Unione europea ed ha anzi ribadito più volte la propria fede europeista, con la convinzione che, tuttavia, è necessario rinegoziare alcuni meccanismi dell’unione stabiliti nei trattati di Maastricht e di Lisbona e la politica monetaria nonché la funzione stessa della BCE che dovrebbe diventare, a suo avvisto, prestatore di ultima istanza non diversamente da come funziona la Federal Reserve o la Bank of Japon. Insomma niente di rivoluzionario, ma solo una persona che potrebbe autorevolmente rappresentare in Europa le istanze di cambiamento che sembrano assolutamente necessarie stante l’attuale situazione di perenne crisi in cui versano i paesi del sud del continente. Soprattutto appare necessario ridiscutere le politiche neo liberiste adottate dalle istituzioni economiche europee che hanno portato di fatto allo smantellamento degli stati sociali, a una povertà in largo aumento in tutti i paesi europei, a un incremento intollerabile del divario economico tra pochi ricchi e larghe fasce della popolazione, insomma alla situazione che ha portato i partiti populisti ad ottenere larghi consensi in Spagna, Italia, Inghilterra, Grecia e la stessa Germania.

La sinistra europea e italiana (se ancora si può definire di sinistra il PD) ha adottato supinamente la politica liberista e in questi  giorni sta agitando con forza il fantasma del default che impoverirebbe il popolo italiano. A parte quello che io penso dello spread, ormai la maggior parte della gente di questo paese ha ben poco da perdere ed è pure stanca di vivere sotto questo continuo ricatto. La conseguenza è che ogni volta che Calenda apre bocca sull’argomento perde qualche centinaio di migliaia di voti e se continuano così arriveranno a contare i decimali.

Ma torniamo al nostro racconto. Per quale ragione il Presidente Mattarella ha alzato gli scudi contro Savona? Tra i due  non ci sono precedenti dissapori tali da giustificare un simile atteggiamento. Piuttosto, anni fa Savona ebbe una violenta lite con Prodi, come si legge in questo articolo, ma non sembra proprio che Prodi abbia un potere tale da esercitare un’influenza decisiva su Mattarella. Piuttosto, ricordiamo che Savona ha maturato negli ultimi anni una posizione decisamente ostile nei confronti delle politiche economiche tedesche, come si evince da questa sua testuale dichiarazione: “La Germania non ha cambiato la visione del suo ruolo in Europa dopo la fine del nazismo, pur avendo abbandonato l’idea di imporla militarmente. Per tre volte l’Italia ha subito il fascino della cultura tedesca che ha condizionato la sua storia, non solo economica, con la Triplice alleanza del 1882, il Patto d’acciaio del 1939 e l’Unione europea del 1992. È pur vero che ogni volta fu una nostra scelta. Possibile che non impariamo mai dagli errori.”

Per i tedeschi, che il Ministro dell’Economia italiano possa essere una persona che ha tale ostilità (peraltro pienamente giustificata, considerando le conseguenze di questa politica sulla nostra economia e sulle economie dei paesi del sud Europa) è assolutamente intollerabile. Come ha poi dimostrato la successiva esternazione, definita inopportuna anche da Junker (il che è tutto dire) del Commissario UE Oettinger, che ha candidamente affermato che “I mercati insegneranno agli italiani a votare, sembra proprio che i tedeschi vedano il nascente governo M5S e Lega con all’economia un loro nemico giurato, peggio del fumo negli occhi. Però anche questa spiegazione è insufficiente. In fondo, Savona è un uomo dello establishment e l’ostilità tedesca potrebbe comunque generare al massimo qualche malumore, non certo indurre il Presidente ad assumere atteggiamenti di supina obbedienza al diktat di una potenza straniera, alleata quanto vi pare, ma pur sempre straniera. Tra l’altro, se si potesse provare un fatto del genere, la minaccia di avviare una procedura di messa in stato di accusa acquisterebbe una consistenza pericolosa per le istituzioni del nostro paese.

Quindi, è possibile che ci sia stato dell’altro dietro l’ostinato rifiuto di Mattarella nei confronti di Savona all’Economia.  E cosa, allora?

Nel frattempo, tramontato il primo tentativo di un governo M5S e Lega, Mattarella convoca un noto economista già rappresentante in Italia del Fondo Monetario Internazionale e già Commissario Straordinario per la “spending review” del governo Letta, il prof. Cottarelli, certamente più incline alle politiche liberiste dei tedeschi che a politiche espansioniste sul deficit pubblico. Salvini chiede la data delle elezioni e il M5S si rende conto che andare alle elezioni in quelle condizioni avrebbe significato perdere voti sia a destra in favore della Lega, che a sinistra, dopo il tentativo abortito di fare un governo con una destra definita razzista e estremista da buona parte della sinistra. Insomma, un disastro. L’unica soluzione poteva essere la messa in stato di accusa del Presidente che avrebbe impedito a questi di sciogliere le camere (per non essere accusato di aver preso questo provvedimento per bloccare la propria messa in stato di accusa) ma avrebbe generato una situazione di stallo in una crisi istituzionale di difficile soluzione. Anche per Salvini, però, questa situazione comportava la necessità di prendere una posizione chiara sull’idea del M5S della messa in stato di accusa, cosa che avrebbe costretto la Lega a farsi trainare in questa crisi dal M5S. Di qui, la necessità febbrile di trovare una soluzione diversa e, mentre Cottarelli cercava disperatamente qualcuno disposto a fare il Ministro per qualche mese bruciandosi politicamente per i prossimi dieci anni almeno, febbrili trattative (di cui sappiamo ben poco) presumibilmente si svolgevano tra il Quirinale e le segreterie dei partiti di maggioranza.

Alla fine, M5S e Lega trovano un accordo su un nome diverso da Savona per l’economia, pur tenendo il professore nella squadra di governo alle politiche comunitarie il che non è poco e anzi, dovrebbe eprsino aumentare i mal di pancia dei tedeschi nei confronti del governo. E questo potrebbe dimostrare che il veto sul nome di Savona non è stato imposto dai tedeschi che avrebbero esercitato questo veto comunque nei confronti del professore a loro avverso.

C’è poi, un’altra lettura in chiave massonica: sul governo M5S Lega si sta combattendo una battaglia tra l’ala progressista e quella conservatrice della massoneria mondiale, la stessa battaglia che si è consumata negli Usa intorno alla figura di Trump. In altri termini,i partiti di tutti i paesi del mondo, sarebbero meri strumenti di questa battaglia e avrebbero ciascuno al suo interno i rappresentanti dell’una o dell’altra fazione. Lettura che è stata proposta da Gioele Magaldi, Gran Maestro del Grande Oriente Democratico italiano e autore del libro “Massoni – La scoperta delle Ur lodges”, in cui rilegge in chiave massonica gli eventi storici fino ai giorni nostri. Una lettura intrigante e finora non smentita da alcuno, nonostante nel libro, che peraltro ha avuto grande diffusione, si facciano nomi a profusione di numerosi protagonisti della scena politica mondiale e anche italiana.

La lettura della crisi attuale in questa chiave è stata riassunta con discreta precisione nel video a questo link, nel quale si afferma che il veto nei confronti di Savona sarebbe stato imposto da Mario Draghi Presidente della BCE, che nei momenti topici della crisi ha dimezzato il QE nei confronti dei titoli italiani facendo impennare lo spread sui mercato. Insomma, un personaggio, accreditato della partecipazione a ben cinque super logge mondialiste, tutte di ispirazione conservatrice, in possesso di un’arma potentissima per costringere i governanti a fare quello che dice. Poi, l’intervento dell’opposta fazione massonica avrebbe indotto a ragionevolezza i contendenti, visto che non conviene a nessuno l’esplosione di una crisi devastante in questo momento in Europa (cosa che però, a sentire Soros, altro massone di grande potere, sembra inevitabile in un prossimo non lontano futuro). Chissà, può darsi che sia andata proprio così. Certo, il comportamento irrazionale di tutti i protagonisti di questa vicenda, fa pensare che al di là delle posizioni espresse a parole davanti al pubblico, nel retro si sia consumata tutt’altra battaglia in cui di irrazionale e improvvisato c’è ben poco. In ogni caso, se nasce sotto questi auspici, il governo M5S e Lega ce ne farà vedere delle belle nei prossimi mesi. E soprattutto ci pone una serie di interrogativi preoccupanti sullo stato della democrazia e della politica nel nostro paese. Prepariamoci.

 

4 pensieri su “Dilettanti allo sbaraglio o partita a scacchi?

  1. Vittoriano ha detto:

    Per valutare realisticamente il ruolo dell’ Italia e del suo attuale governo
    ritengo necessario comprenderlo nello scacchiere geopolitico mondiale
    pertanto propongo
    le seguenti analisi e riflessioni “macropolitiche” :

    LA GEOPOLITICA GIALLO-VERDE | Eurasia – Rivista di studi geopolitici
    http://www.eurasia-rivista.com › Eurasia – Rivista › Gli editoriali di Eurasia
    LA GEOPOLITICA GIALLO-VERDE
    . Di. Claudio Mutti. -. 20 settembre 2018.

    Una crisi “asiatica” per l’Europa – Federico Dezzani – Altervista
    federicodezzani.altervista.org/una-crisi-asiatica-per-leuropa/
    19 ott 2018 – È ormai chiaro che gli angloamericani hanno in serbo per l’Europa una crisi identica a quella asiatica del 1997: svalutazione delle monete, …

  2. Vito Simi de Burgis ha detto:

    Interessante lettura e chiarissimo e lucido riassunto storico dei fatti. Mi risulta comunque difficile credere vi sia qualche ingerenza massonica, piuttosto credo maggiormente a spinte emotive e forse in qualche maniera irrazionali dei vari contendenti, che abbiano spinto e creato le situazioni sinora viste.

  3. rodomonte ha detto:

    all’inizio si fanno molte ipotesi che però non trovano approdi o smentite e poi si devia totalmente su piste poco verificabili e francamente non molto interessanti come quelle della massoneria…

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...