Vita e opere del signor Mercato

Ripropongo questo articolo scritto nell’ormai lontano marzo del 2013, in cui spiego cosa siano il mercato primario e il mercato secondario, ovvero quei luoghi dove si comprano i titoli di stato e dove viene fatto il prezzo e stabilito lo “Spread” , che è la differenza di tasso di interesse tra i titoli emessi dall’agenzia del debito della Germania e i titoli di tutti gli altri paesi europei. Leggendolo con un minimo di attenzione, capite che questi cosiddetti mercati sono in mano ad un pugno di speculatori, che prendono le loro decisioni in base a logiche che sono del tutto avulse da quelle dei mercati reali. E capite anche come e perché la Germania, con la complicità interessata di alcuni paesi del nord, si stia finanziando in parte con gli interessi che l’Italia paga sul debito pubblico (circa 80 miliardi l’anno) e per quale ragione sono così ostili all’idea di un debito condiviso. La complicità è stata anche dei diversi governi che hanno guidato l’Italia verso il disastro negli ultimi 25 anni, e dei media mainstream che hanno sempre glissato sull’argomento, nonostante le numerose denunce di economisti indipendenti. Giusto qualche giorno fa Tremonti ha candidamente affermato che l’Italia dovrebbe adottare la tecnica tedesca per tenere bassi i tassi di interesse sui Btp. Non ha detto, però, per quale ragione abbia taciuto sull’argomento nei lunghi anni in cui è stato ministro dell’economia e i nostri titoli venivano regolarmente massacrati dal mercato. Ci sarebbe da fare un processo ai governanti e ai ministri dell’economia per questo ignobile comportamento che giuridicamente potrebbe anche essere inquadrato nella collusione con lo straniero in danno del popolo Italiano.

Domenico De Simone

ciproStamattina ho aperto il giornale ed ho trovato in prima pagina un articolo che raccontava l’accorata telefonata di Draghi a Napolitano, in cui il capo della BCE pregava il Presidente della Repubblica di non dimettersi, ma di combattere fino in fondo per non lasciare il paese senza una guida. Racconta il cronista del Corriere che Draghi ha preso il telefono “quasi d’istinto” (ma che ne sa?), ed ha lanciato un accorato appello al Capo di Stato “Tutto per lui ruota attorno a un punto: bisogna evitare di rendere il Paese del tutto acefalo, con un governo dimissionario, un parlamento incapace di esprimere una maggioranza e ora anche un capo dello Stato che lascia. Gli investitori italiani ed esteri che ogni settimana finanziano il Tesoro, le banche e le aziende del Paese, non avrebbero capito: la reazione martedì, alla riapertura degli scambi, poteva essere molto pesante.”

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