Ma che succede ai BTP che li vogliono tutti?

Da qualche settimana assistiamo a un fenomeno davvero particolare. Il Tesoro emette BTP per 10/15 miliardi e il mercato ne chiede almeno dieci volte tanto. Che succede, vi chiederete? Ma come, i BTP tanto vituperati, con lo spread che sale fin sopra la vetta del Monte Bianco, sono davvero così tanto richiesti? Beh, la cosa è (relativamente) semplice. Nel mondo stanno girando circa 24 mila miliardi di obbligazioni a tasso negativo, per lo più emesse da stati. Persino Sua Maestà la Regina d’Inghilterra ha visto la sua banca centrale emettere per la prima volta nella storia di un paese anglosassone, un Gilt a 3 anni a un rendimento lordo del -0,003%, per 3,75 miliardi di sterline. C’è molta preoccupazione per i conti delle finanziarie e delle banche sul presupposto che i rendimenti con il tasso negativo si comprimano troppo, ma in realtà non è così.

Sono decine di anni che gli operatori finanziari sono abituati a lavorare con i derivati che hanno un “decay time” che più si avvicina alla scadenza più riduce il valore nominale del titolo. E soprattutto sono decine di anni che gli operatori guadagnano (o perdono) giocando sia sul rialzo dei titoli che sulla loro discesa, quindi nessuna novità se un titolo “perde” valore nominale nel tempo. Tuttavia, la cosa più semplice è risolvere il problema dei rendimenti andando a cercare quei titoli che ti offrono un rendimento positivo relativamente alto. E tra questi i BTP sono indubbiamente i migliori. Gli attuali BTP è risaputo rendono tra l’1,35% sul 4 anni e l’1,7% sul 10 anni, ovvero un pacco di quattrino in tempi di tassi negativi, per uno Spread intorno all’1,7% in media con i Bund tedeschi. Ebbene, la previsione di tutti è che andremo incontro a una forte deflazione che andrà ad assorbire la perdita dei tassi negativi e figuriamoci che rendimenti con i tassi attivi. Inoltre, il programma di acquisto dei BTP messo in campo dalla BCE, sta di fatto monetizzando il debito pubblico italiano, visto che i rendimenti delle cedole a fine anno vengono restituiti dalla BCE a Bankitalia come rendimenti di spettanza della nostra banca centrale e a sua volta, Bankitalia li versa al Tesoro. Di fatto, la BCE sta acquistando BTP a tasso zero, il che per un investitore significa che i BTP non presentano profili di rischio elevati, ma solo di rendimento molto elevati. ecco spiegato l’arcano: prima che gli ottusangoli del Tesoro si accorgano che i BTP possono essere collocati a tassi molto inferiori, e prima che anche l’Italia si decida di passare al tasso negativo, meglio fare il pieno, dato che mamma BCE veglia amorosa sui nostri tassi e sullo Spread. Soprattutto, prima che la deflazione esploda. Piuttosto non si capisce perché, invece di inseguire un’impossibile anticipazione del Recovery Fund che, se tutto va bene, se tutto quadra, ci porterà nel 2021 ben 5 miliardi! (LOL) – il Tesoro non emetta altri cinque miliardi di BTP in luogo degli improbabili quattrini della Unione Europea – con tutti i vincoli, controlli, distinguo, ramanzine, tagli alle spese, aumenti di tasse che certamente comporterà l’adesione sia al Recovery Fund che, a maggior ragione, al MES. Cinque miliardi, direte voi? Ma come, non si parlava di 100/150 miliardi per l’Italia dal Recovery Fund? Si parlava, ma la realtà è un’altra. Perché una cosa sono i contributi netti, altra cosa quelli lordi. Se l’Unione ci dà 100 miliardi ne vuole circa 60 per la nostra capacità contributiva ai costi dell’Unione. E quei cento miliardi non arrivano subito, ma a rate, di cui la prima consiste nel 5% del totale da erogarsi nel 2021 e le altre negli anni successivi fino al 2026. Per l’Italia, cui i soldi – come per tutti -servono subito, è una bella presa in giro, ancora più assurda se pensate ai finti moralismi di olandesi, tedeschi, finlandesi e quant’altri, sui nostri conti pubblici (che c’entrano come cavoli a merenda). Ah, dimenticavo, i Treasury Bond Usa sono passati in pochi mesi da un rendimento medio del 2% a uno medio inferiore allo 0,4% e Trump spinge per i tassi negativi. Powell resiste perché non vuole dare all’odiato (dal sistema di potere finanziario) Presidente l’arma per garantirsi la rielezione, ma sono convinto che Trump lo convincerà in qualche modo (a calci nel sedere, per esempio). E dove li vanno a trovare rendimenti decenti quei poveretti dei gestori dei fondi se non nell’unico – o quasi – paese del mondo che offre ancora tassi di interesse così alti e pure garantiti dalla BCE? Paese dove parlare di tassi negativi è ancora vietato finché il Ministro dell’Economia non capirà di cosa si tratta (ovvero mai)? Tanto paghiamo noi….

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