Patologia del potere

Gli americani, che di soldi se ne intendono parecchio, dicono che l’Amministratore Delegato della migliore società quotata al Nasdaq vede a 18 mesi di distanza il proprio fallimento. Già, perché l’innovazione è diventata così veloce che ci vuole davvero poco per essere scavalcati e triturati dalla concorrenza, in una gara al massacro, una corsa ad eliminazione in cui sopravvive solo il più forte finché riesce a mantenersi tale. Insomma, il sistema economico e finanziario segue pedissequamente la legge della jungla, nella quale sopravvive il più forte e il più furbo e gli altri sono destinati a soccombere. Prendete ad esempio, la Pfizer: l’azienda farmaceutica americana ha conseguito nel 2019 un fatturato di 51,75 miliardi di dollari e un utile netto di 16,27 miliardi, pari al 31,4% del fatturato. Difficile fare meglio, ma anche difficile ripetere questa performance. E dato che sono diversi anni che la multinazionale americana del farmaco si colloca a questi livelli, più o meno come la sua consorella Novartis, multinazionale e svizzera di origine, i commerciali della società devono essere particolarmente bravi per riuscire a vendere tutte queste pillole agli abitanti della terra.

Se andiamo a leggere la storia della Pfizer, ci accorgiamo che le dirigenze che si sono succedute alla sua guida, hanno cercato con ogni mezzo di mantenere ad altissimi livelli il fatturato dell’azienda e anche di incrementare i ricavi a fatturato costante. Questa ultima operazione, ha comportato la chiusura di diversi stabilimenti di produzione, non perché generassero perdite, ma perché non davano abbastanza utili rispetto ad altre strutture della società e quindi la loro chiusura avrebbe incrementato il margine di profitto del gruppo. Politica intelligente e giustissima, se non fosse per il piccolo particolare che la chiusura di uno stabilimento comporta la perdita di decine, centinaia, migliaia di posti di lavoro con relativi drammi dei lavoratori e delle loro famiglie, buttati in strada da un momento all’altro. Insomma, il rispetto dell’etica sociale non è una priorità per la nostra multinazionale del farmaco né tanto meno per le altre multinazionali. Ora, capisco se uno stabilimento è divenuto obsoleto, deve essere completamente rifatto, così com’è produce in perdita, e quindi deve essere chiuso. Ma qui si tratta solo di incrementare artificialmente i profitti del gruppo, sulle spalle di lavoratori dello stabilimento oggetto della chiusura, delle loro famiglie e del contesto in cui vivono, che pure andrà a soffrire per questa chiusura.

Beh, va beh – si dirà – però queste politiche, per quanto dolorose dal punto di vista sociale, hanno consentito alla multinazionale di prosperare e continuare a produrre medicinali utili per salvare l’umanità da numerose gravi malattie. In altri termini, l’etica sociale è stata sacrificata per la superiore necessità di salvaguardare la salute pubblica degli abitanti della terra. In realtà poi, non è affatto, così.

Alla Pfizer, ma lo stesso discorso vale per le altre multinazionali del farmaco, non importa un fico secco della salute della gente, ma solo dei propri profitti, anche a scapito della salute delle persone. Capisco che questa è un’affermazione particolarmente grave, e che necessita di approfondimenti e specificazioni, ma è l’insegnamento che viene da una lettura neutra della storia dell’azienda americana. Partiamo dai nostri giorni. L’importanza del vaccino contro il Covid viene dai numeri: la Pfizer ha comunicato che nel 2021 produrrà due miliardi di dosi del vaccino, e considerando un costo di 19,5 dollari a dose, ne viene fuori un fatturato di 39 miliardi di dollari. In pratica, l’ottanta per cento circa del fatturato della Pfizer del 2021 potrebbe essere assicurato dal vaccino contro il Covid, garantendo alla società una crescita esponenziale e ai suoi dirigenti premi da capogiro (stiamo nell’ordine delle decine di milioni). Però viene fuori uno sconcertante report del British Journal of Medicine a cura del prof. Peter Doshi, professore presso l’Università del Maryland e considerato una delle voci più influenti in materia di assistenza sanitaria, nel quale si afferma che l’efficacia del vaccino Pfizer non è del 90/95% così come sostenuto dalla casa farmaceutica e da tutti i media, ma che non supera il 29%. In altri termini, il vaccino NON poteva essere approvato, dato che è necessario che si dimostri una efficacia superiore al 51% per la sua approvazione. D’altra parte, per l’80% del fatturato dell’azienda varrà pure la pena fare qualche pressione sui media e sulle istituzione, non vi pare? Comportamenti che non sono certo una novità per il nostri eroi della Pfizer. Tra il 1999 e il 2006, in sei diversi casi giudiziari, la Pfizer è stata condannata a pagare 2,89 miliardi di dollari, di cui 715 milioni per violazioni relative a contratti con il Governo USA, di sanzioni per gli usi off label dei suoi farmaci. A questo proposito, tuttavia, Peter Rost, ex manager di Pfizer, ha raccontato in un suo libro edito dalla Rizzoli nel 2007, che dagli usi non consentiti del solo farmaco Neurontin, la compagnia ha ricavato almeno 2 miliardi di dollari. con un ampio margine di profitto rispetto alla sanzione pagata. La fonte è la pagina della Pfizer di Wikipedia che riporta le fonti e numerosissime altre violazioni commesse dalla società. Notevole l’articolo del 2010 della giornalista  scientifica Melanie Newman, riportato dal BMJ, nel quale si rileva che la Pfizer nel 2009 era stata condannata alla più alta sanzione dal Dipartimento di Giustizia mai comminati e pari a 2, 3 miliardi di dollari, per aver pubblicizzato l’uso non consentito dei farmaci valdecoxib,  ziprasidonelinezolid, e pregabalin, e per aver concusso molti medici, ma che questa sanzione non ha scalfito i profitti della Pfizer se non in misura irrisoria, dato che essi hanno generato un fatturato di oltre 180 miliardi di dollari. Numerosi altri casi riguardano corruzione e tangenti pagate a medici e ricercatori per prescrivere usi impropri dei farmaci e per alterare le risultanze delle ricerche sull’efficacia di alcuni farmaci, (nel 2010 Reuters sostiene che Pfizer ha pagato oltre 17.000 medici investendo decine di milioni di dollari, per sostenere l’uso non consentito di propri farmaci), un caso gravissimo di sperimentazione illegale su bambini nigeriani che ha provocato molti danni e decessi, che si è conclusa con l’ammissione della Pfizer delle proprie responsabilità e il pagamento di danni per svariate decine di milioni di dollari, e altre numerose inchieste per gravissime violazioni nella commercializzazione, valutazione e uso dei propri farmaci.

Il filo conduttore di queste attività illecite è solo uno, riuscire a conseguire il massimo profitto a scapito della salute pubblica e dell’interesse dei malati. L’obiettivo vero delle società di Big Pharma è ottenere profitti e quote crescenti di mercato a qualsiasi costo. Ora, questi sarebbero i salvatori della patria nella vicenda del Covid 19?

C’è una evidente stortura in questo sistema. La stortura è il potere che qui, forse più che nell’ambito finanziario manifesta le sue patologie. Certamente il sistema dell’industria farmaceutica deve essere ripensato a fondo, come peraltro sostenuto da autorevoli studiosi già diversi anni fa: la necessità è di separare nettamente l’attività scientifica da quella di produzione dei farmaci, ma in questo contesto economico e finanziario, nel quale le manipolazioni delle ricerche sono una pratica corrente e la corruzione dei medici e dei ricercatori è all’ordine del giorno, chi avrà mai il coraggio di mettersi contro Big Pharma? La situazione era già grave prima dell’epidemia di Covid. ora è vitale importanza. Un intero sistema mediatico sostiene che il vaccino Pfizer ha una efficienza superiore al 90%. Autorevoli ricercatori nel campo, sulla base di una lettura dei dati delle sperimentazioni effettuate, sostengono invece che l’efficienza va dal 19 al 29%. Capite l’importanza di una gestione scientifica dei dati? Qui o al BJM sono impazziti o le dichiarazioni di Pfizer sull’efficienza del vaccino contro il Covid 19 sono false e mirano solo a vendere i due miliardi di dosi entro quest’anno, agitando la fretta e l’urgenza di debellare il virus. Le due posizioni sono incompatibili, e di mezzo ci va l’umanità intera stavolta. Dobbiamo salvarci, a tutti i costi.

2 pensieri su “Patologia del potere

  1. Caro Mimmo, ciò che scrivi è sacrosanto. Qui vorrei soltanto citare una rivista scientifica libera da condizionamenti: “Pfizer è stato un “delinquente abituale”, che si è costantemente impegnato in pratiche di marketing illegali e corrotte, corrompendo i medici e sopprimendo i risultati avversi dei trial clinici. Dal 2002 la società e le sue controllate hanno ricevuto 3 miliardi di dollari in condanne penali, sanzioni civili e patteggiamenti.” (Healthcare Policy. 2010 May; 5(4): 16–25.).
    Queste dichiarazioni esplicite non sono state contestate, da quanto ne so.

  2. QUANDO IL DENARO PRENDE IL SOPRAVVENTO SULL’ETICA L’UMANITA’ INTERA DIVENTA STRUMENTO DI SPERIMENTAZIONI SCIENTIFICHE CONTRO NATURA. ATTRAVERSO IL COVID 19 – ARMA BATTERIOLOGICA FORSE SFUGGITA DI MANO – SI STA IMPONENDO LA PEGGIORE DITTATURA GLOBALE MAI VISTA SULLA TERRA. SIAMO ANCORA IN TEMPO PER RIBELLARCI !

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