Una storia surreale

Mi viene a trovare un amico per annunciarmi la sua candidatura al Primo Municipio di Roma e chiedermi un supporto. La sua idea è di proporre il mio progetto nel Municipio per dare un aiuto alle attività economiche e sostenere iniziative culturali. Mi chiede anche la mia disponibilità a candidarmi o comunque a partecipare a manifestazioni pubbliche a sostegno della sua candidatura. Gli dico che gli darei volentieri aiuto, trattandosi di persona seria e affidabile, ma che per correttezza devo sentire il partito di cui sono responsabile economico, il 10 Volte Meglio. Con questo partito si poteva anche trovare una via per collaborare al progetto e quindi sostenere indirettamente la sua candidatura. Apro la pagina del 10 Volte Meglio cui per la verità non accedevo da diverso tempo, e trovo una sorpresa: la grafica del sito completamente cambiata (era meglio prima), una serie di persone nuove a me sconosciute tra i responsabili delle varie aree e la mia fotografia e il mio ruolo scomparsi. Semplicemente eliminato come un cancellino ripulisce la lavagna. Lì per lì mi arrabbio un po’, ma poi mi viene da ridere. Carlo Marx scriveva nel 18 Brumaio di Napoleone Bonaparte che la storia si ripete sempre due volte, la prima in tragedia la seconda in farsa. Ora, una storia simile l’avevo già vissuta (come farsa) ai tempi del Manifesto, quando fummo espulsi per frazionismo e cancellati dal partito dalla sera alla mattina. Il Manifesto, si sa era un pollaio e rivivere lì dentro la storia tragica delle epurazioni staliniane, era appunto, una farsa. Ho pensato che alla frase di Marx occorre aggiungere anche la terza ripetizione della storia, e magari anche la quarta e la quinta, che da farsa diventano una barzelletta che a un certo punto non fa nemmeno più ridere. Il 10 volte Meglio è meno di un pollaio, uno di quei condomini in cui non c’è l’obbligo di nominare l’amministratore perché gli inquilini sono troppo pochi. Però avevano preso il mio progetto economico e l’avevano messo in primo piano, e questo era per me sufficiente per dargli supporto. Anche se poi, tante promesse e tante chiacchiere ma niente di concreto per la realizzazione del progetto, ma non potevo certo fargliene una colpa, vista la complessità e le difficoltà intrinseche al progetto stesso. Ritrovarmi buttato fuori senza che nessuno abbia avuto la faccia di farmi una telefonata e dirmi qualcosa, appunto, mi ha fatto ridere e riflettere sull’andamento delle umane vicende. Nessuna discussione, nessun litigio, nessun chiarimento, niente di niente. Insomma, niente di politico, nessuna svolta e nessun progetto nuovo a giustificare l’epurazione e la cancellazione del progetto e di me. Per la verità so bene a cosa devo questo evento, si tratta di questioni personali che non dovrebbero avere alcuna incidenza sulle scelte politiche. Se ce l’hanno, vuol dire che la politica in quel partito non ha attecchito e che la pianta è secca. E anche che avevano preso il mio progetto perché non sapevano che metterci per l’economia, ma una reale comprensione o la voglia di portarlo avanti non c’è mai stata.

A posteriori ho capito gli ultimi due mesi di silenzi e di mancate risposte alle mie sollecitazioni per la definizione di un programma economico che tenesse conto degli ultimi sviluppi delle situazioni. Nessun arrière pensée dietro questa storia, solo piccole beghe di cortile e miserie umane. E una bella dose di vigliaccheria.

Penso al fatto che la vigliaccheria ha difficilmente portato fortuna a chi la pratica, e quindi mi ritengo fortunato ad essere uscito da questo luogo anche se le modalità sono state quanto meno infelici. Ma potrò dedicarmi al mio amico, alla sua candidatura e al progetto di moneta del Primo Municipio senza dovermi preoccupare di cercare alleanze e mediazioni con altri. Ve ne parlerò non appena avremo definito il programma, la manifestazione in cui presentarlo, la pubblicizzazione, eccetera. Dovrebbe essere presentato ai primi di settembre, ma vedremo.

Alla fine meglio così. Certo che nella vita c’è sempre da imparare…

2 pensieri su “Una storia surreale

  1. sono fatti ed episodi tipicamente italiani che non devono più meravigliare. accadono – come suol dirsi- anche nelle migliori famiglie. in periodo cosiddetto RISORGIMENTALE circolava questa definizione: nelle famiglie nobili c’è un uso prudenziale che uno della famiglia si ATTEGGI A LIBERALE – stelvio di Arezzo

  2. ahaha assurdo! che tristezza… ma d’altronde questa è la “politica” ai tempi di Instagram e della lotta dei polli in tv

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