pandemia, vaccini, politica, scienza e superstizione

Non ho mai scritto niente sulle vicende della pandemia e di come viene trattata nel mediatico, dal governo, sui media e sui social, per la banale ragione che mi sembrava più urgente affrontare gli aspetti economici dei provvedimenti del governo italiano e di quelli dei governi di tutto il mondo, che entrare in un vespaio di polemiche per lo più inutili, demagogiche e pretestuose. Ora che è arrivato il primo delle decine di vaccini in costruzione / sperimentazione nel mondo, e visto quello che sta succedendo intorno a questo vaccino, mi è venuta la voglia di dire la mia. Come al solito dirò quello che penso senza curarmi delle conseguenze. Ho sempre fatto così nella mia vita, e per me la cosa più importante è riuscire a guardarmi allo specchio la mattina quando faccio la barba senza avere l’impulso irresistibile di sputarmi in faccia.

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Governo Conte: un’occasione storica

Voci ricorrenti dei soliti ben informati, dicono che il Governo Conte è sotto assedio, e che non potrà durare oltre ottobre/novembre. La ragione è semplice. Il paese, superata la fase critica dell’emergenza sanitaria, con risultati non molto soddisfacenti ma comunque il peggio è passato, si trova ora ad affrontare un’altra emergenza, ben più grave e profonda che mette a repentaglio la sopravvivenza stessa di molte famiglie e aziende, l’emergenza economica. La popolazione è molto stanca e provata dopo tre mesi di lock down, ma soprattutto sta diventando chiaro che le promesse di aiuto da parte dello Stato sono solo promesse che difficilmente potranno diventare realtà in tempi brevi. Molte aziende hanno riaperto i battenti a fine maggio, ma si sono rese conto che difficilmente potranno andare avanti per molto tempo, con fatturati in caduta libera e costi rimasti pressoché invariati. Le disposizioni sul contenimento della pandemia, rendono difficoltosa la ripresa dei rapporti sociali e la circolazione delle persone, e le aziende ne soffrono le conseguenze.

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Ma che succede ai BTP che li vogliono tutti?

Da qualche settimana assistiamo a un fenomeno davvero particolare. Il Tesoro emette BTP per 10/15 miliardi e il mercato ne chiede almeno dieci volte tanto. Che succede, vi chiederete? Ma come, i BTP tanto vituperati, con lo spread che sale fin sopra la vetta del Monte Bianco, sono davvero così tanto richiesti? Beh, la cosa è (relativamente) semplice. Nel mondo stanno girando circa 24 mila miliardi di obbligazioni a tasso negativo, per lo più emesse da stati. Persino Sua Maestà la Regina d’Inghilterra ha visto la sua banca centrale emettere per la prima volta nella storia di un paese anglosassone, un Gilt a 3 anni a un rendimento lordo del -0,003%, per 3,75 miliardi di sterline. C’è molta preoccupazione per i conti delle finanziarie e delle banche sul presupposto che i rendimenti con il tasso negativo si comprimano troppo, ma in realtà non è così.

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Sta scadendo il tempo, è l’ora di costruire una Faz

Stiamo a un punto di svolta. Il decreto rilancio contiene alcune novità interessanti, ad esempio estende a molte più imprese l’accesso alla liquidità garantita dallo Stato e limita l’istruttoria delle banche ad un controllo “formale” dell’autocertificazione dell’impresa. Qualcosa dovrebbe venirne fuori, anche se è del tutto insufficiente. Il MES e il Recovery Fund si sono rivelati due trappole, come denunciamo da tempo, e oltretutto il RF se arriva lo farà in misura insufficiente e troppo tardi. Qui o si prendono immediatamente misure drastiche immettendo liquidità nel sistema ora, oppure a ottobre, al massimo a novembre viene giù tutto, banche comprese. Il PD ovviamente non lo capisce, e spinge per il MES che è come curare con l’acqua calda un tumore. Ma loro sono servi del potere finanziario, nemmeno delle banche, dove la coscienza della gravità della situazione si sta facendo strada. Ho parlato con alcuni amici dirigenti di banche, che sono fortemente pessimisti. D’altra parte nemmeno l’economia più solida può sostenere la chiusura o il fallimento del 30/40% delle imprese del terziario e per le altre la prospettiva di una riduzione dei ricavi superiore al 50%.

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Proclami del governo e la realtà delle Banche: un’esperienza surreale ad Anzio

Quello che vedete qui a fianco è lo spot del MEF sul decreto liquidità emesso ad aprile scorso. L’ho riletto più volte e si parla di 750 miliardi a disposizione di famiglie e imprese. Stropicciatevi gli occhi, e la cifra rimane sempre la stessa. Non avete le traveggole, dice proprio così. E poi, e poi la norma parla (o blatera) di procedura semplificata, di”nessuna valutazione del merito creditizio”, di autocertificazioni sufficienti per ottenere il prestito, eccetera eccetera. Vi piace? Certo sarebbe stato meglio avere un contributo a fondo perduto, ma si sa che il Governo italiano non ha soldi da spendere così per aiutare i suoi cittadini (che se  non ricordo male sarebbero la ragion stessa di esistenza dello Stato e del governo, ma forse mi confondo), e quindi che ben vengano anche i prestiti, oltretutto a tasso zero come dice il decreto, purché subito e in grado di salvare in questo momento così drammatico. Perché i soldi non ci sono e quelli che c’erano se ne sono andati dopo due mesi e più di quarantena, le spese corrono, e un professionista non vive di stipendio come fanno al governo e nelle mille burocrazie italiane.
Beh, succede anche al vostro umile cronista di aver bisogno di qualche soldo e di scoprire che in quanto professionista ha diritto ad avere il famoso 25% del fatturato dell’ultima dichiarazione dei redditi con il limite dei venticinquemila euro. A me non servono tutti questi quattrini, ma un aiuto consistente sì, visto che non paga più nessuno da mesi e i costi corrono anche a casa mia. Naturalmente non ho diritto ad avere alcuna delle provvidenze a fondo perduto, ma per un prestito ho tutti i requisiti a posto.

Il partito trasversale della patrimoniale e la “strana” alleanza tra tedeschi e italiani

Che ci piaccia o no, e agli italiani non piace, visto che il 63% si è dichiarato contrario all’istituzione di una tassa patrimoniale sulle ricchezze, si sta agitando sempre più fortemente, un partito della patrimoniale che vede alleati i liberisti del nord, tedeschi in prima fila, e la cosiddetta sinistra italiana, dietro la quale si nascondono, ma nemmeno tanto, i liberisti italiani. Ha cominciato all’inizio della crisi da coronavirus il senatore Zanda del PD, proponendo di andare a vendere il patrimonio immobiliare dello stato per recuperare, a suo dire, 60 miliardi, e piano piano si sono aggiunti gli altri, da Cottarelli e la Fornero, a Landini fino a Del Rio e Melillo che a nome del gruppo parlamentare della Camera del PD, propongono un “contributo di solidarietà” per il coronavirus (di fatto una patrimoniale checché ne dicano) per i redditi superiori a 80 mila euro l’anno. da ultimo arrivano i tedeschi a rinforzare il tiro al piccione italico, con un articolo su una delle più seguite e prestigiose riviste di economia e finanza, Manager Magazine che in un editoriale del 30 aprile a firma di Daniel Stelter, rivela l’esistenza di un piano del governo tedesco per indurre l’Italia ad applicare una tassa sui patrimoni del 14% sulla base di un semplice calcolo aritmetico: la ricchezza degli italiani, immobili compresi, si aggira intorno ai 9.900 miliardi di euro, e da una simile imposta straordinaria si genererebbe un ricavo di circa 1.400 miliardi che andrebbe ad abbattere il debito pubblico fino a circa il limite di Maastricht del 60% del Pil. Una simile manovra consentirebbe all’Italia di assumere senza problemi di conseguenze sui suoi conti pubblici, altro debito sufficiente per fare fronte all’emergenza coronavirus. Alla base di questa ipotesi, c’è un ragionamento semplice:la ricchezza privata degli italiani è la più alta in Europa a fronte di un debito pubblico che è egualmente il più alto nella comunità. Per gli autori della proposta l’equazione è che gli italiani hanno risparmiato i soldi che non hanno pagato in tasse, e quindi devono in qualche modo restituirli.

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Lettera aperta ai quotidiani italiani

LETTERA APERTA AI QUOTIDIANI ITALIANI

Egregio Direttore,

Scrivo questa lettera ai maggiori quotidiani italiani perché noto che un fatto importante anzi, in questo momento forse decisivo, viene del tutto ignorato praticamente da tutti. Siamo in guerra contro un nemico invisibile e quasi sconosciuto che ci sta togliendo la libertà e la serenità, e per sconfiggerlo occorre il contributo decisivo di tutti. La narrazione è un contributo fondamentale, da quello che dicono i giornali dipende spesso l’orientamento della gente nel capire i reali termini della situazione. Non è il momento delle divisioni, delle polemiche, della ricerca delle responsabilità, degli egoismi personali e di partito. Come in tutte le guerre, ci si penserà dopo aver sconfitto il nemico. Ora bisogna combattere e tenere alto il morale delle truppe al fronte e di quelle che nelle retrovie stanno soffrendo le conseguenze della guerra.

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Intervista con il Movimento Roosevelt sulle proposte economiche del Partito 10 Volte Meglio

L’egregio Marco Moiso, del Movimento Roosevelt, mi ha fatto una lunga e interessante intervista sulle proposte economiche del Partito 10 Volte Meglio per l’emergenza Coronavirus. Questo  è il link dell’intervista che, in breve tempo ha raggiunto e superato le mille visualizzazioni. https://www.facebook.com/watch/live/?v=775416079863097&external_log_id=8feffeaa763262abbd4c44518de87697 Continua a leggere Intervista con il Movimento Roosevelt sulle proposte economiche del Partito 10 Volte Meglio

Lettera aperta al Direttore de La Repubblica

LETTERA APERTA AL DIRETTORE DI REPUBBLICA

Egregio Direttore,

Noto che da qualche tempo il Suo giornale sottolinea di più gli aspetti positivi dei dati sulla diffusione della pandemia che quelli negativi. Ci sono entrambi, ma l’importante è la narrazione. Non è una critica, ma un elogio: abbiamo bisogno di fiducia, di unità di intenti, di solidarietà. Siamo in guerra contro un nemico invisibile e quasi sconosciuto che ci sta togliendo la libertà e la serenità, e per sconfiggerlo occorre il contributo decisivo di tutti. Non è il momento delle divisioni, delle polemiche, della ricerca delle responsabilità, degli egoismi personali e di partito. Come in tutte le guerre, ci si penserà dopo aver sconfitto il nemico. Ora bisogna combattere e tenere alto il morale delle truppe al fronte e di quelle che nelle retrovie stanno soffrendo le conseguenze della guerra.

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Orgoglio (e pregiudizio) italiano

In una chat di un movimento politico per la maggiore ho letto discorsi e affermazioni che mi hanno fatto rabbrividire. In qualche modo riflettevano l’articolo del “Die Welt” di qualche giorno fa che titolava “La mafia italiana aspetta i soldi della UE”. In fondo la rivista tedesca non faceva altro che ripetere un (ignobile) discorso tenuto da Beppe Grillo a Strasburgo nel 2014 in cui invitava l’Unione europea a non mandare i soldi in Italia perché sarebbero finiti in mano alle mafie.  Il discorso è che l’Italia ha tanti problemi e nessuna capacità di gestirsi da sola per una classe politica imbelle e corrotta, per un apprato burocratico elefantiaco e inefficiente, per l’avidità e l’egoismo dei suoi cittadini, per i clan, per le mafie, per i sindacati, per la gente del sud, perché sperperiamo, rubiamo, facciamo il nero, eccetera eccetera. Tutto il rosario dei peggiori pregiudizi nei confronti del nostro paese snocciolato sull’unghia come “argomento politico”. La conclusione era: Ma perché tedeschi e olandesi dovrebbero darci i soldi se siamo così?

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Altro che solidarietà, se questa è l’Unione Europea, meglio andarsene

Com’era prevedibile, alla fine non c’è stato nessun accordo: tedeschi e olandesi fermi sul MES e le sue condizioni da strozzini, Italia a insistere sugli Eurobonds e Francia a premere per un recovery fund da finanziare in comune.

Whops, dite che nell’articolo è scritto invece, che c’è stato un accordo? Ma certo, nella peggiore tradizione veterodemocristiana, il “don Gualtieri” ha sbandierato un Mes “senza condizioni” così come Le Maire ha sbandierato un finanziamento immediato di 500 miliardi per la ripresa con il recovery fund. Ma non è vero niente. D’altra parte qualcosa bisognava pur dire ai mercati se si voleva evitare un venerdì nerissimo, più nero dei peggiori venerdì delle borse nel mondo. Infatti, chi glielo andava a dire, “ragazzi state tranquilli perché la UE e l’euro si sfasciano, ma noi ci ipotechiamo il Colosseo e risolviamo tutto”.

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Cronache dall’emergenza: economia, società, umanità e altro… i video, i commenti, gli interventi

A partire da sabato 4 aprile alle ore 12:30 terrò ogni giorno alla stessa ora una rubrichetta via diretta facebook per parlare dell’emergenza, dei programmi possibili,dee soluzioni e per tirarci su il morale. Come insegnano i maestri orientali dobbiamo prendere ogni cosa per il verso giusto e questa sventura del Coronavirus ci regala la grande opportunità di mettere finalmente in discussione il modello economico dominante … Continua a leggere Cronache dall’emergenza: economia, società, umanità e altro… i video, i commenti, gli interventi

Il Debito non si Paga!

Ho deciso di mettere in formato PDF questo libro uscito per i tipi della Editori Riuniti nel 2011 e che è  quanto mai attuale nella odierna situazione, in cui il debito è la scriminante per la sorte dell’economia dell’Italia e in sostanza per la vita di milioni di italiani. Nel libro si indicano alcune soluzioni e vie di uscita dall’economia del debito, nella quale siamo immersi fin oltre i capelli  e senza possibilità alcuna di respirare. Il problema che è venuto prepotentemente a galla in questa crisi indotta dal coronavirus è che l’economia del debito non funziona più, e che altre devono essere le logiche degli interventi pubblici e della gestione delle economie per la salvezza e il benessere dell’umanità intera. Si sta facendo prepotentemente strada l’idea che lo scopo delle organizzazioni umane, da chiunque e in qualunque modo siano condotte, è la salvezza dell’umanità e non del capitale finanziario.  C’è molta confusione in giro e n questo libro ho cercato a suo tempo (ricorderete la crisi del 2011 indotta da Goldman & Sachs che ha portato al Governo Monti) di fare un po’ di chiarezza su come evitare di farsi schiacciare dal debito. Ovviamente c’è anche una sintetica esposizione di cosa sia l’economia del debito e come nasca e si alimenti, e soprattutto, perché non è più necessaria. Forse, questa crisi indotta dal coronavirus servirà in positivo a farci uscire dalla follia del sistema finanziario. Forse, dipende da noi, ovviamente. Qui ci sono alcuni strumenti utili per poterlo proporre e per farlo.

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PROPOSTA PER UNA MANOVRA ECONOMICA PER FRONTEGGIARE L’EMERGENZA DELL’EPIDEMIA E IL PERIODO SUCCESSIVO

Questa è la proposta che ho formulato nel direttivo del partito cui sto vicino in questo momento, “10 Volte Meglio“, nel quale sono stato nominato responsabile economico. Ho portato le mie idee, e chi mi segue sa da quanto tempo mi batto per il Reddito di Cittadinanza Universale e per il tasso negativo. Per la verità anche in questo partito mi hanno visto all’inizio come una mosca bianca, dalle idee certamente interessanti ma difficilmente attuabili. Nel frattempo, negli ultimi mesi e ora, a maggior ragione, a seguito della gravissima emergenza dettata dall’irruzione del coronavirus nella nostra vita, la maggior parte delle mie idee sono diventate patrimonio comune, e di questo devo rallegrarmi.

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