I BUONI PROPOSITI PER IL 2021

Cari amici,

Arrivati a una certa, età il rito di elencare i buoni propositi per il nuovo anno diventa davvero stucchevole. Per me lo è diventato da un bel po’, anche perché ogni anno finisco per ripetere le stesse cose e alla fine diventa difficile credere che possano davvero realizzarsi. Anzi più passa il tempo, più mi rendo conto che le condizioni minime perché certi eventi accadano sono sempre più evanescenti. Mi sto riferendo al progetto Faz, all’idea di riuscire a trasformare questa società facendo una rivoluzione silenziosa, com’era nei propositi dei cinque Stelle prima che si trasformassero in una riedizione comica della peggiore Democrazia Cristiana di provincia. D’altra parte cosa vuoi aspettarti da gente senza cultura, senza esperienza, senza radici, senza ideali, insomma il vuoto totale? L’idea di Beppe Grillo era di mandare in Parlamento gente così, ma non per governare bensì per fare da guardia al Potere e impedire loro i giochi cui sono adusi da decenni. La vera rivoluzione si doveva fare nella società civile, costruendo nuove relazioni, un nuovo modo di fare economia, di vivere i rapporti, insomma gettare le basi per un nuovo patto sociale nel quale il reddito di cittadinanza avesse un ruolo importante se non centrale. Si trattava di aggredire la corruzione diffusa nella società, frutto della mancanza di senso civico che nel nostro paese è endemica per ragioni storiche e politiche, fino a depotenziarla, creando le condizioni nelle quali fosse più conveniente, a livello individuale un comportamento “onesto” rispetto a uno “disonesto”. Difficile, ma non impossibile. E mentre le “istituzioni” incontravano difficoltà crescenti, ostacolate dai “cani da guardia dell’onestà”, nella società civile doveva prendere forma e crescere un nuovo modello di vita sociale che avrebbe costruito il nuovo patto sociale.

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Un piano per Roma

pianoforteSiamo alla fine del tormentone delle elezioni nei grandi comuni. Roma, Milano, Napoli e diversi altri vanno al voto per eleggere il nuovo sindaco.  Non voterò, per la banale ragione che  sono residente in un comune dove non si vota e quindi non potrei comunque. Se fossi stato residente a Roma, dove sono nato e dove ho praticamente vissuto tutta la vita, non so se avrei votato e per chi.  Devo dire che il parterre dei candidati e il dibattito elettorale sono stati di uno squallore comparabile solo a quello in cui ormai si è ridotta la città sedicente eterna.  Nessuno di essi ha la statura di un Petroselli,  di un Argan, persino di un Rebecchini che, pur tra mille polemiche, accuse, e feroci opposizioni, fu quello che fece la metropolitana B, il raccordo anulare, via della Conciliazione e molto altro ancora, dando quanto meno concretezza all’azione del governo cittadino. Viene da rimpiangere persino Rutelli e Veltroni, ed ho detto davvero tutto.

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