In memoria di Giordano Bruno contro i fondamentalismi del pensiero unico

Ripropongo con alcune modifiche e aggiunte un articolo di quattro anni fa su Giordano Bruno.
Che il suo spirito e la sua mente lucida  ci facciano da guida in questi tempi oscuri. 
Oggi ricorre il 419° anniversario della morte di Giordano Bruno che fu bruciato in Campo de’ Fiori il 17 febbraio del 1600. Giordano Bruno era un pensatore originale e libero. Immaginava un universo comporto da infiniti mondi: “… e sappiamo certo che essendo effetto e principiato da una causa infinita e principio infinito, deve secondo la capacità sua corporale e modo suo essere infinitamente infinito. […] non è possibile giamai di trovar raggione semiprobabile per la quale sia margine di questo universo corporale; e per conseguenza ancora li astri che nel suo spacio si contengono, siino di numero finito; et oltre essere naturalmente determinato cento e mezzo di quello” (La cena delle ceneri).

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A proposito degli eventi del primo maggio, riflessioni su giustizia, verità e movimento.

ipocrisia dei media Quattordici anni fa ho scritto queste riflessioni sulla giustizia, sulla verità e sul movimento. Era il 2001 ed avevo ancora nel naso l’odore acre dei lacrimogeni generosamente lanciati sulla scogliera di Genova, dove ci eravamo rifugiati, e in bocca il sapore amaro della  decisione di lasciare l’attività di avvocato. Avevo la sensazione di entrare in un mondo inesplorato, difficile da capire, difficile anche orientarsi.  Qualche tempo dopo, inserii questo brano nel libro “Un’altra moneta”, poiché mi sembrava doveroso invitare a riflettere sul tema del potere e delle sue ancelle, appunto la “Verità” e la “Giustizia”. Ma stavo mettendo in discussione i capisaldi stessi della società in cui viviamo, quei capisaldi ai quali tutti, ipocritamente, chi più chi meno, chi scientemente ipocrita, chi senza rendersene conto, fanno riferimento quando parlano della loro società ideale. Appunto, una società ideale, ovvero figlia di ideologie che dovremmo eliminare definitivamente dal nostro orizzonte. Stavo anche rovesciando le basi stesse della cultura sulla quale mi ero formato che mette la ricerca della verità ed il perseguimento della giustizia sul punto più alto della sua etica. Ma era necessario farlo.

Come spesso succede, quando si scrivono cose che appaiono enormi, su questo brano è calato un imbarazzato silenzio. So che in molti mi attaccheranno, soprattutto perché non lo capiranno. La verità e la giustizia sono gli obiettivi di tutte le azioni politiche, sociali, individuali, collettive. Nel libro che sto scrivendo sull’economia dell’abbondanza ne parlerò in modo più approfondito. Ora mi sembra il caso di riproporlo così come l’ho scritto, per provare a rilanciare la discussione a margine delle riflessioni, spesso superficiali e ipocrite che ho letto sugli eventi del primo maggio.

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In memoria di Giordano Bruno contro i fondamentalismi del pensiero unico

Giordano_Bruno_Campo_dei_Fiori_cropped Oggi ricorre il 415° anniversario della morte di Giordano Bruno che fu bruciato in Campo de’ Fiori il 17 febbraio del 1600. Giordano Bruno era un pensatore originale e libero. Immaginava un universo comporto da infiniti mondi e questo era inconcepibile per la Chiesa di allora. Infatti, se davvero fossero esistiti infiniti mondi abitati, la rivelazione per questi come potrebbe avvenire? E la parusia, ovvero la seconda venuta del Cristo, sarebbe dovuta avvenire per tutti i mondi o comunque solo per la terra? E negli altri mondi come si potrebbe diffondere la voce ed il pensiero della Chiesa? Queste domande erano senza risposta, soprattutto se pensate in un ambito di potere. La Chiesa di Roma aveva il primato su tutte le altre chiese e quindi non poteva permettere che questo primato venisse messo in discussione, come peraltro stava avvenendo nel nord Europa e come era già avvenuto a oriente. Il pensiero di Bruno, per questo solo fatto fu ritenuto assolutamente eretico e contrario alle scritture e quindi da condannare senza appello.  La Chiesa aveva soppiantato il sistema di potere dell’Impero e ne rappresentava la continuazione. I Papi nominavano e facevano decadere gli imperatori e controllavano la popolazione con l’esclusivo possesso della cultura. Questa cultura doveva essere conforme alle esigenze ed all’insegnamento della Chiesa, pena la scomunica e la bollatura di eresia.  Per questa ragione Giordano Bruno fu bruciato sul rogo e con lui le sue opere.
Oggi, viviamo una situazione non molto diversa. Sta rinascendo nel mondo la logica del pensiero unico condotto dal fondamentalismo. Che questo fondamentalismo faccia riferimento all’islamismo, al liberalismo capitalista, al cristianesimo o ad altre ideologie non ha molta importanza. L’effetto è la rinascita delle intolleranze, verso il diverso, la pluralità, la discussione, la cultura.
Gli uomini continuano ad essere bruciati vivi perché esprimono un’idea diversa. Giorni fa un mio giovane amico algerino in qualche modo giustificava i fatti di Parigi dicendo che la rivista Charlie Hebdo offendeva tutto l’Islam, anche se si diceva contrario alle uccisioni. È questo il brodo culturale che ci porta alla rinascita dei fondamentalismi, l’offesa all’idea, all’immagine, al totem, è un’onta che deve essere lavata nel sangue. Io non ho messo l’avatar “Je suis Charlie” perché non condividevo affatto la linea della rivista. Non sono Charlie, ma difenderò fino alla morte il loro diritto di scrivere quello che vogliono e di discutere sulle loro idee con altre idee ed altri comportamenti. È fuori discussione il loro diritto a vivere ed esprimere i loro pensieri. È fuori discussione il diritto ad avere idee diverse ed esprimerle liberamente e senza paura.
Il capitalismo ha creato una società che, come avvertiva già Marcuse, genera uomini a una dimensione. È un fondamentalismo anch’esso, senza alcun dubbio. Il nostro compito è generare una pluralità infinita di pensieri, di azioni, gli infiniti mondi di Giordano Bruno. Senza alcuna remora né alcun timore di offendere qualcuno. E se qualcuno si sente offeso se ne faccia una ragione e combatta con le armi delle idee, se ne ha. Mai come oggi è importante andare a Campo de’ Fiori a commemorare questo grande filosofo e uomo che è stato Giordano Bruno. Contro tutti i fondamentalismi, il pensiero unico per la pluralità e la libertà di pensiero e di azione.