Che cos’è la crisi? La questione è semplice

imagesGrande è la confusione che regna sotto il cielo: la situazione è eccellente. Questa frase che Mao Dse Dong pronunziò durante la rivoluzione culturale, rende perfettamente l’idea del momento che stiamo vivendo. Tuttavia, proprio quando le cose sembrano più complicate, emerge l’estrema semplicità della natura dello scontro in atto. La questione è semplice: da una parte c’è una massa di ricchi sempre più ricchi e sempre più ristretta che vuole tutto, e dall’altra c’è una massa crescente di diseredati che vengono mano a mano esclusi da tutto.

Facciamo due conti. In Italia il debito aggregato è pari al 314% del PIL. Ricordo che il debito aggregato consiste nella somma dei debiti dello Stato, degli Enti pubblici, delle imprese e delle famiglie, insomma di tutti i debiti contratti in una nazione. Nel 2011, secondo il rapporto McKinsey, questo debito in Italia era arrivato a 3,14 volte il PIL.

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La UE alla battaglia di Cipro

ciproLa UE ha invitato il governo di Cipro a recuperare 5,8 miliardi di imposte straordinarie per poter fruire del piano di salvataggio di 10 miliardi messo a punto dai tecnici della BCE. Il suggerimento della troika era di tassare i depositi superiori ai 100.000 euro giacenti sui conti correnti ciprioti. In questo modo, non solo si sarebbero colpiti i più ricchi, ma soprattutto i depositi intestati ai russi e di dubbia provenienza. Com’è noto, Cipro è sospettata di essere una centrale di riciclaggio del denaro sporco di proprietà della mafia russa, e insomma, se si vuole stare in Europa un minimo di decenza occorre praticarla. Il governo cipriota, per non inimicarsi del tutto i ricchi russi che hanno fatto del paese una delle basi principali dei loro depositi, hanno optato per una imposta su tutti i conti correnti, del 6,75% per quelli inferiori a 100.000 euro e del 9,9% per quelli sopra questa soglia. Insomma, hanno fatto lo sconto ai ricconi, ma hanno allarmato molto la popolazione che si è vista sfilare dalle tasche una parte dei quattro spiccioli che possiede.

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Grillo, grillino e grilletto

Forse ha ragione il mio amico Marco Giustini quando sostiene che in Italia la coscienza politica è troppo rudimentale per riuscire a superare lo steccato del tifo calcistico. La vicenda del voto a Grasso per l’elezione a Presidente del Senato ne è una prova: dopo diverse votazioni, si è arrivato al ballottaggio e Grasso è stato eletto con i voti dello schieramento di centrosinistra e delle autonomie. Però è stato votato anche da tredici senatori del M5S, il cui voto peraltro, è stato ininfluente, ma questo fatto ha costituito l’evento politico della giornata. Anatemi, scomuniche, maledizioni, confessioni, tradimenti si sono accavallati durante tutta la giornata di sabato e domenica.

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Diamoci un taglio

ghigliottinaLa parola d’ordine imperante, ora, è dare un taglio alle spese. Cominciando dai Parlamentari, tutti a 2.500 euro al mese, così danno il buon esempio, invece di rappresentare lo spreco, il privilegio, l’ingiustizia distributiva per antonomasia. D’altra parte bisogna cominciare dalla testa e tagliando gli stipendi ed i rimborsi ai parlamentari si risparmiano un centinaio di milioni che possono servire a fare altro. Poi direi che occorre passare, senza fermarsi, al taglio degli stipendi dei rappresentanti delle Regioni, delle Province e dei Comuni, che pure sono elevati e senza giustificazione alcuna. Anzi, per la verità, le Province vanno proprio eliminate e le loro funzioni assorbite dalle Regioni, così si riducono il numero dei rappresentanti e i loro sprechi.E già qui il risparmio sarebbe di qualche centinaio di milioni.

Ma non ci si può fermare qui, perché sarebbe pura demagogia. Ci sono da tagliare di brutto gli stipendi degli alti manager dello Stato, tra cui i magistrati, i cui emolumenti sono agganciati a quelli dei deputati.

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Per favore, fermiamo la strage, fermiamoci!

Oggi è stata l’ennesima giornata tragica per la gente del nostro paese.

In un paesino vicino Firenze, un operaio di sessant’anni, licenziato da poco, si è dato fuoco in un boschetto perché era stato licenziato ed aveva qualche debito.

A Perugia, un piccolo imprenditore cui era stato sospeso dalla Regione Umbra un finanziamento di 160.000,00 euro, è entrato negli uffici, ha ammazzato due impiegate che tra l’altro pare non c’entrassero nulla con i suoi guai, e poi si è suicidato.

In serata, il capo delle comunicazioni di MPS si è buttato già dalla finestra della sua stanza ed è morto poco dopo. Gli inquirenti hanno trovato nel suo cestino della carta straccia un biglietto in cui aveva scritto “ho fatto una cavolata”.

Questa sera, un amico mi ha detto che poco prima era riuscito a sventare il tentativo di suicidio di un imprenditore cui le banche hanno revocato i fidi, pare senza fondata ragione. Oggi l’ha scampata, ma domani?

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I Tedeschi, l’Euro e il gioco dell’OCA

300px-Goosy_Goosy_Gander_02Gary Lineker,  grande campione inglese degli anni novanta, diceva che il calcio è un gioco semplice: per novanta minuti ventidue uomini prendono a calci un pallone su un prato rettangolare, e alla fine vincono i tedeschi.

Esiste un altro gioco al quale i tedeschi vincono spesso, ed è il gioco dell’OCA. Che non è quello che tutti conoscono, ma una teoria economica poco conosciuta dal pubblico, come gran parte delle teorie economiche, ma che è particolarmente utile per capire che fine ci farà fare l’Euro se non si prendono adeguati provvedimenti.

La teoria si chiama OCA Theory, dove OCA è un acronimo che sta per Optimum Currency Area, ovvero Area Valutaria Ottimale (AVO) ed è stata esposta per la prima volta nel 1961 dall’economista americano Robert Mundell. Descrive le condizioni per ottenere le migliori condizioni in aree economiche che decidono di operare con una moneta comune.Americani e canadesi hanno studiato a lungo la questione, perché sia gli USA che il Canada sono aree in cui opera la stessa moneta anche se caratterizzate da diversità politiche e linguistiche.

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Perché votare per il M5S

M5SCi ho pensato a lungo,  e fino a qualche giorno fa ero arrivato alla conclusione che anche in questa tornata elettorale, non sarei andato a votare. Sono una ventina di anni che non voto, e chi conosce qualcosa di questo ventennio capirà le mie ragioni. Tuttavia, mentre fino alle scorse elezioni non avevo avuto dubbio alcuno, in queste qualche possibile alternativa si è manifestata all’orizzonte. Quindi, ci ho pensato su.

Dico subito quali sono le alternative possibili: Il M5S e Ingroia. Ma alla fine avevo scartato anche queste. Cominciamo daccapo.

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Note a margine delle elezioni in Sicilia

Bene, ci voleva proprio! In Sicilia i partiti hanno preso uno schiaffone così violento che dubito riusciranno a riprendersi per molto tempo. Preludio di uno schiaffone ancora più violento nelle prossime elezioni regionali in Lombardia e nel Lazio e in quelle politiche dell’anno prossimo. I tempi stanno precipitando insieme all’aggravarsi della crisi economica che attanaglia l’Italia, ormai, non meno della Grecia, della Spagna, del Portogallo, dell’Irlanda e che ha cominciato a mordere le caviglie della Francia e della Germania. D’altra parte è una crisi di sistema questa, è l’economia del debito che è arrivata al capolinea, e nessuno di coloro che l’adottano ne è esente.

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