Che cos’è la crisi? La questione è semplice

imagesGrande è la confusione che regna sotto il cielo: la situazione è eccellente. Questa frase che Mao Dse Dong pronunziò durante la rivoluzione culturale, rende perfettamente l’idea del momento che stiamo vivendo. Tuttavia, proprio quando le cose sembrano più complicate, emerge l’estrema semplicità della natura dello scontro in atto. La questione è semplice: da una parte c’è una massa di ricchi sempre più ricchi e sempre più ristretta che vuole tutto, e dall’altra c’è una massa crescente di diseredati che vengono mano a mano esclusi da tutto.

Facciamo due conti. In Italia il debito aggregato è pari al 314% del PIL. Ricordo che il debito aggregato consiste nella somma dei debiti dello Stato, degli Enti pubblici, delle imprese e delle famiglie, insomma di tutti i debiti contratti in una nazione. Nel 2011, secondo il rapporto McKinsey, questo debito in Italia era arrivato a 3,14 volte il PIL.

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I Tedeschi, l’Euro e il gioco dell’OCA – Seconda parte

oca2È difficile riuscire a vincere al gioco dell’OCA battendo i tedeschi. Qui trovate la prima parte di questo articolo. La cosa migliore sarebbe smettere prudentemente di giocare, e lasciare l’euro, ma abbiamo visto che in questo momento potrebbe portare conseguenze indesiderate. Anzitutto lasciare l’euro non è qualcosa che si fa in pochi giorni, ci vogliono molti mesi e forse più di un anno prima di compiere tutte le attività prodromiche necessarie per farlo. E non credo che abbiamo tutto questo tempo davanti. Confindustria paventa a breve un nuovo credit crunch per l’Italia se non verranno attuati immediati provedimenti per restituire liquidità alle imprese. Non ci credo perché la situazione è esplosiva e la crisi sta peggiorando, nonostante gli esorcismi di economisti e euroburocrati e i contorsionismi dei media che cercano di farci vedere una ripresa laddove ci sono solo macerie. Diciamo che le cose potrebbero andare un pochino meglio a breve termine se la BCE si mettesse a fare il prestatore di ultima istanza e inondasse di liquidità il paese. Ma alla BCE non possono farlo e nemmeno vogliono. Ha ragione Grillo quando dice che il M5S ha contenuto una protesta che altrimenti sarebbe sfociata in violenza nelle piazze, la gente non ne può più e la situazione è difficilmente governabile. Oltretutto per decidere di uscire dall’euro occorre un governo abbastanza forte, e che comunque abbia una maggioranza stabile. Insomma, realisticamente se ne parla tra due o tre anni se tutto va bene.

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Per favore, fermiamo la strage, fermiamoci!

Oggi è stata l’ennesima giornata tragica per la gente del nostro paese.

In un paesino vicino Firenze, un operaio di sessant’anni, licenziato da poco, si è dato fuoco in un boschetto perché era stato licenziato ed aveva qualche debito.

A Perugia, un piccolo imprenditore cui era stato sospeso dalla Regione Umbra un finanziamento di 160.000,00 euro, è entrato negli uffici, ha ammazzato due impiegate che tra l’altro pare non c’entrassero nulla con i suoi guai, e poi si è suicidato.

In serata, il capo delle comunicazioni di MPS si è buttato già dalla finestra della sua stanza ed è morto poco dopo. Gli inquirenti hanno trovato nel suo cestino della carta straccia un biglietto in cui aveva scritto “ho fatto una cavolata”.

Questa sera, un amico mi ha detto che poco prima era riuscito a sventare il tentativo di suicidio di un imprenditore cui le banche hanno revocato i fidi, pare senza fondata ragione. Oggi l’ha scampata, ma domani?

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