Il governo ha adottato una moneta complementare ma non se n’è accorto

La situazione economica del paese è sempre più difficile e le prospettive si fanno oscure e drammatiche. La crisi è troppo profonda per essere affrontata con strumenti ordinari, e di questo ne sono coscienti tutti a partire da un governo che l’ha dichiarato sin dall’inizio, andando però, poi a cercare soluzioni là dove non ci sono alternative di sistema credibili. L’Europa solidale e pronta a intervenire, nonostantene abbia i mezzi, non c’è se non nei sogni o nei desideri. La realtà è un’altra, ovvero che il gruppo finanziario al potere ha stretto le fila e non intende mollare il comando per nessuna ragione.  La conseguenza è che i programmi di intervento di volta in volta sbandierati dai leader europei che ancora ci credono (o fanno finta di crederci) si stanno rivelando o trappole mortifere o comunque del tutto insufficienti per raggiungere lo scopo di restituire agli asfittici paesi del sud Europa i mezzi necessari per affrontare seriamente questa crisi.

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MES, Recovery Fund e l’Europa dei Miserabili

Alla fine, la montagna partorì un topolino (Parturient Montes nascetur ridiculus mus), e questo verso di Orazio dall’Ars Poetica riassume perfettamente l’impotenza dell’Europa delle banche in questa situazione di emergenza. Orazio ce l’aveva con i poeti che promettevano mari e monti sui loro scritti futuri e poi se ne uscivano con qualche verso zoppicante (non lo scazonte di Ipponatte!) e noi, più modestamente dati i tempi, ce la dobbiamo vedere con l’Europa della miseria e dei miserabili, che ha frantumato in mille irriconoscibili pezzi il sogno di una grande Europa coltivato dai nostri predecessori. Ma procediamo con ordine.

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Articolo uno: L’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro

Recita così solennemente l’incipit della nostra Costituzione, il testo sul quale è fondato il patto sociale che lega tutti i cittadini di questo Stato. Il testo è stato licenziato dopo una accesa e lunga discussione, ma alla fine è prevalsa la tesi che lo Stato deve garantire a tutti i cittadini un lavoro con una remunerazione che consenta a ciascun cittadino e alla sua famiglia di condurre una vita libera e dignitosa, come poi meglio specificato nell’art. 36.

In realtà, nei 75 anni intercorsi dalla fine della guerra ad oggi, le cose sono andate un po’ diversamente. Il nostro sistema fiscale privilegia la rendita finanziaria e quella immobiliare al lavoro, che anzi viene punito e sottoposto a vessazioni inaudite.

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Proclami del governo e la realtà delle Banche: un’esperienza surreale ad Anzio

Quello che vedete qui a fianco è lo spot del MEF sul decreto liquidità emesso ad aprile scorso. L’ho riletto più volte e si parla di 750 miliardi a disposizione di famiglie e imprese. Stropicciatevi gli occhi, e la cifra rimane sempre la stessa. Non avete le traveggole, dice proprio così. E poi, e poi la norma parla (o blatera) di procedura semplificata, di”nessuna valutazione del merito creditizio”, di autocertificazioni sufficienti per ottenere il prestito, eccetera eccetera. Vi piace? Certo sarebbe stato meglio avere un contributo a fondo perduto, ma si sa che il Governo italiano non ha soldi da spendere così per aiutare i suoi cittadini (che se  non ricordo male sarebbero la ragion stessa di esistenza dello Stato e del governo, ma forse mi confondo), e quindi che ben vengano anche i prestiti, oltretutto a tasso zero come dice il decreto, purché subito e in grado di salvare in questo momento così drammatico. Perché i soldi non ci sono e quelli che c’erano se ne sono andati dopo due mesi e più di quarantena, le spese corrono, e un professionista non vive di stipendio come fanno al governo e nelle mille burocrazie italiane.
Beh, succede anche al vostro umile cronista di aver bisogno di qualche soldo e di scoprire che in quanto professionista ha diritto ad avere il famoso 25% del fatturato dell’ultima dichiarazione dei redditi con il limite dei venticinquemila euro. A me non servono tutti questi quattrini, ma un aiuto consistente sì, visto che non paga più nessuno da mesi e i costi corrono anche a casa mia. Naturalmente non ho diritto ad avere alcuna delle provvidenze a fondo perduto, ma per un prestito ho tutti i requisiti a posto.

Il partito trasversale della patrimoniale e la “strana” alleanza tra tedeschi e italiani

Che ci piaccia o no, e agli italiani non piace, visto che il 63% si è dichiarato contrario all’istituzione di una tassa patrimoniale sulle ricchezze, si sta agitando sempre più fortemente, un partito della patrimoniale che vede alleati i liberisti del nord, tedeschi in prima fila, e la cosiddetta sinistra italiana, dietro la quale si nascondono, ma nemmeno tanto, i liberisti italiani. Ha cominciato all’inizio della crisi da coronavirus il senatore Zanda del PD, proponendo di andare a vendere il patrimonio immobiliare dello stato per recuperare, a suo dire, 60 miliardi, e piano piano si sono aggiunti gli altri, da Cottarelli e la Fornero, a Landini fino a Del Rio e Melillo che a nome del gruppo parlamentare della Camera del PD, propongono un “contributo di solidarietà” per il coronavirus (di fatto una patrimoniale checché ne dicano) per i redditi superiori a 80 mila euro l’anno. da ultimo arrivano i tedeschi a rinforzare il tiro al piccione italico, con un articolo su una delle più seguite e prestigiose riviste di economia e finanza, Manager Magazine che in un editoriale del 30 aprile a firma di Daniel Stelter, rivela l’esistenza di un piano del governo tedesco per indurre l’Italia ad applicare una tassa sui patrimoni del 14% sulla base di un semplice calcolo aritmetico: la ricchezza degli italiani, immobili compresi, si aggira intorno ai 9.900 miliardi di euro, e da una simile imposta straordinaria si genererebbe un ricavo di circa 1.400 miliardi che andrebbe ad abbattere il debito pubblico fino a circa il limite di Maastricht del 60% del Pil. Una simile manovra consentirebbe all’Italia di assumere senza problemi di conseguenze sui suoi conti pubblici, altro debito sufficiente per fare fronte all’emergenza coronavirus. Alla base di questa ipotesi, c’è un ragionamento semplice:la ricchezza privata degli italiani è la più alta in Europa a fronte di un debito pubblico che è egualmente il più alto nella comunità. Per gli autori della proposta l’equazione è che gli italiani hanno risparmiato i soldi che non hanno pagato in tasse, e quindi devono in qualche modo restituirli.

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Lettera aperta ai quotidiani italiani

LETTERA APERTA AI QUOTIDIANI ITALIANI

Egregio Direttore,

Scrivo questa lettera ai maggiori quotidiani italiani perché noto che un fatto importante anzi, in questo momento forse decisivo, viene del tutto ignorato praticamente da tutti. Siamo in guerra contro un nemico invisibile e quasi sconosciuto che ci sta togliendo la libertà e la serenità, e per sconfiggerlo occorre il contributo decisivo di tutti. La narrazione è un contributo fondamentale, da quello che dicono i giornali dipende spesso l’orientamento della gente nel capire i reali termini della situazione. Non è il momento delle divisioni, delle polemiche, della ricerca delle responsabilità, degli egoismi personali e di partito. Come in tutte le guerre, ci si penserà dopo aver sconfitto il nemico. Ora bisogna combattere e tenere alto il morale delle truppe al fronte e di quelle che nelle retrovie stanno soffrendo le conseguenze della guerra.

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L’inganno degli aiuti sul debito: come il Governo sta violando la costituzione e il patto sociale

Oggi è il 25 aprile e ricorre il settantacinquesimo anniversario della Liberazione dal Nazifascismo. E’ una data importante perché ci ricorda un principio fondamentale della libertà e della dignità degli esseri umani, l’uguaglianza davanti alla legge senza alcuna distinzione di razza, di sesso, di opinioni politiche, di lingua, di religione, di condizioni personali e sociali.  Questo principio è sancito nell’articolo 3 della nostra Costituzione, nella parte iniziale che enumera, appunto, i principi essenziali sui quali è fondata la Repubblica e per i quali è stato stipulato il nuovo patto sociale dopo la caduta del nazifascismo.  Oggi, però, oltre ai nostalgici delle leggi razziali e delle discriminazioni per il colore della pelle o la regione di provenienza, e contro i quali è giusto e necessario combattere una dura battaglia per far valere in ogni circostanza questo principio, c’è un’altra forma strisciante di dittatura, che genera discriminazioni, esclusioni, divisioni in categorie e classi ammantandosi ipocritamente di etica e di equità, mentre l’obiettivo è la tutela dei suoi interessi e l’esercizio del suo potere.

E’ la dittatura del potere finanziario, esercitata attraverso strumenti del tutto contrari ai principi della nostra Costituzione e per fini che sono avulsi dall’interesse generale che dice di voler tutelare.

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Intervista con il Movimento Roosevelt sulle proposte economiche del Partito 10 Volte Meglio

L’egregio Marco Moiso, del Movimento Roosevelt, mi ha fatto una lunga e interessante intervista sulle proposte economiche del Partito 10 Volte Meglio per l’emergenza Coronavirus. Questo  è il link dell’intervista che, in breve tempo ha raggiunto e superato le mille visualizzazioni. https://www.facebook.com/watch/live/?v=775416079863097&external_log_id=8feffeaa763262abbd4c44518de87697 Continua a leggere Intervista con il Movimento Roosevelt sulle proposte economiche del Partito 10 Volte Meglio

Lettera aperta al Direttore de La Repubblica

LETTERA APERTA AL DIRETTORE DI REPUBBLICA

Egregio Direttore,

Noto che da qualche tempo il Suo giornale sottolinea di più gli aspetti positivi dei dati sulla diffusione della pandemia che quelli negativi. Ci sono entrambi, ma l’importante è la narrazione. Non è una critica, ma un elogio: abbiamo bisogno di fiducia, di unità di intenti, di solidarietà. Siamo in guerra contro un nemico invisibile e quasi sconosciuto che ci sta togliendo la libertà e la serenità, e per sconfiggerlo occorre il contributo decisivo di tutti. Non è il momento delle divisioni, delle polemiche, della ricerca delle responsabilità, degli egoismi personali e di partito. Come in tutte le guerre, ci si penserà dopo aver sconfitto il nemico. Ora bisogna combattere e tenere alto il morale delle truppe al fronte e di quelle che nelle retrovie stanno soffrendo le conseguenze della guerra.

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Orgoglio (e pregiudizio) italiano

In una chat di un movimento politico per la maggiore ho letto discorsi e affermazioni che mi hanno fatto rabbrividire. In qualche modo riflettevano l’articolo del “Die Welt” di qualche giorno fa che titolava “La mafia italiana aspetta i soldi della UE”. In fondo la rivista tedesca non faceva altro che ripetere un (ignobile) discorso tenuto da Beppe Grillo a Strasburgo nel 2014 in cui invitava l’Unione europea a non mandare i soldi in Italia perché sarebbero finiti in mano alle mafie.  Il discorso è che l’Italia ha tanti problemi e nessuna capacità di gestirsi da sola per una classe politica imbelle e corrotta, per un apprato burocratico elefantiaco e inefficiente, per l’avidità e l’egoismo dei suoi cittadini, per i clan, per le mafie, per i sindacati, per la gente del sud, perché sperperiamo, rubiamo, facciamo il nero, eccetera eccetera. Tutto il rosario dei peggiori pregiudizi nei confronti del nostro paese snocciolato sull’unghia come “argomento politico”. La conclusione era: Ma perché tedeschi e olandesi dovrebbero darci i soldi se siamo così?

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Altro che solidarietà, se questa è l’Unione Europea, meglio andarsene

Com’era prevedibile, alla fine non c’è stato nessun accordo: tedeschi e olandesi fermi sul MES e le sue condizioni da strozzini, Italia a insistere sugli Eurobonds e Francia a premere per un recovery fund da finanziare in comune.

Whops, dite che nell’articolo è scritto invece, che c’è stato un accordo? Ma certo, nella peggiore tradizione veterodemocristiana, il “don Gualtieri” ha sbandierato un Mes “senza condizioni” così come Le Maire ha sbandierato un finanziamento immediato di 500 miliardi per la ripresa con il recovery fund. Ma non è vero niente. D’altra parte qualcosa bisognava pur dire ai mercati se si voleva evitare un venerdì nerissimo, più nero dei peggiori venerdì delle borse nel mondo. Infatti, chi glielo andava a dire, “ragazzi state tranquilli perché la UE e l’euro si sfasciano, ma noi ci ipotechiamo il Colosseo e risolviamo tutto”.

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PROPOSTA PER UNA MANOVRA ECONOMICA PER FRONTEGGIARE L’EMERGENZA DELL’EPIDEMIA E IL PERIODO SUCCESSIVO

Questa è la proposta che ho formulato nel direttivo del partito cui sto vicino in questo momento, “10 Volte Meglio“, nel quale sono stato nominato responsabile economico. Ho portato le mie idee, e chi mi segue sa da quanto tempo mi batto per il Reddito di Cittadinanza Universale e per il tasso negativo. Per la verità anche in questo partito mi hanno visto all’inizio come una mosca bianca, dalle idee certamente interessanti ma difficilmente attuabili. Nel frattempo, negli ultimi mesi e ora, a maggior ragione, a seguito della gravissima emergenza dettata dall’irruzione del coronavirus nella nostra vita, la maggior parte delle mie idee sono diventate patrimonio comune, e di questo devo rallegrarmi.

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Perché il Reddito di Cittadinanza Universale e non il minimo di Sussistenza

Vent’anni fa ho scritto un libro in cui spiegavo le ragioni per cui era giusto, necessario e possibile introdurre subito il reddito universale di cittadinanza. Il titolo era “Un milione al mese a tutti”, perché appunto, si stava ancora sotto la stella della Lira, anche se l’Euro faceva già capolino dall’accordo di Maastricht.

Quelle ragioni sono rimaste inalterate e anzi si sono rafforzate. Il governo M5S e Lega ha proposto e attuato un provvedimento  che ha chiamato “Reddito di Cittadinanza” ma che con il RdC Universale non ha niente a che vedere. Non so se la confusione sia dovuta a ignoranza o malafede, francamente propendo per quest’ultima anche perché non sarebbe stato difficile informarsi e personalmente ho fatto diverse manifestazioni con i Cinque Stelle per spiegare la differenza e come realizzare il Reddito di Cittadinanza Universale. Tuttavia capisco che il nome “Reddito di Cittadinanza” sia mediaticamente più efficace di Reddito di sussistenza o Sostegno per l’impiego o Hartz IV, come si chiama in Germania il sistema introdotto dal governo. E la combinazione di populismo, malafede e demagogia genera spesso mostri della ragione.  Il Reddito di Sussistenza è una somma che viene erogata a chi non ha il lavoro o l’ha perso e soddisfa una serie di condizioni che variano da paese a paese. Insomma, si tratta di assistenzialismo, di una sorta di estensione della cassa integrazione guadagni a tutti coloro che per una qualche ragione non hanno mezzi sufficienti per mantenersi. Una misura tampone del disagio sociale, che da un aiuto concreto a tutti quelli che vorrebbero trovare un’occupazione, soprattutto i giovani, ma non ci riescono.

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Le Idi di Marzo e la vera storia di Cesare il popolare e di Bruto il banchiere usuraio

Oggi è il 15 marzo 2019, e 2063 anni fa, a Roma, ci fu un assassinio politico di cui si è parlato molto, che è stato rappresentato e riproposto mille volte ma del quale le vere cause sono sempre rimaste nell’ombra. Mi riferisco, com’è evidente, all’assassinio di Caio Giulio Cesare, avvenuto appunto alle Idi di Marzo del 44 a.c.

Sono ormai diversi anni che scrivo di questo delitto e cerco di indagarne le vere cause. Ci hanno fatto credere che gli assassini di Cesare fossero ferventi repubblicani desiderosi di restaurare le istituzioni repubblicane e riportare la libertà a Roma, mettendo fine alla dittatura di Cesare e alla sua presunta ambizione di instaurare a Roma un regno.

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Italiani Scrocconi e fannulloni? Tedeschi truffatori e falsari!

La battaglia durissima e senza precedenti che si sta consumando intorno alla nomina di Paolo Savona a Ministro dell’economia, sta assumendo toni intollerabili, con attacchi violenti da parte della stampa italiana, come al solito ricca di falsità, allarmi, valanghe di fango e menzogne,  e recentemente con la discesa sul campo di battaglia delle “sturmtruppen”, anch’esse armate di falsità e menzogne, oltre che di insulti e pregiudizi. Facciamo un po’ di chiarezza.

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